Wall Street teme il “precipizio”

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F16,060,01
MO38,320,040
^DJI16.445,17+20,32
BACYL1.147,50+5,73
ISRG414,500,630

La cancellazione del voto sul piano B di John Boehner, da parte della Camera dei Rappresentanti ha allontanato di fatto un accordo che possa evitare il “dramma” del fiscal cliff.

Tutta la seduta a Wall Street, quindi, si è svolta in territorio negativo anche se la chiusura non è avvenuta in prossimità dei minimi, anzi, il Nasdaq ha terminato le contrattazioni praticamente sul massimo di giornata, quindi, in fondo in fondo si spera ancora in una accordo in extremis.

Giornata di scadenze tecniche, ma non sono mancati neppure dati macro di un certo interesse, molto negativo l’indice del Michigan che monitora la fiducia dei consumatori, scesa a 72,9 dal precedente 82,7 di novembre, è particolarmente interessante andare a sdoppiare l’indice, si nota in maniera evidente come sia il sottoindice relativo alle aspettative a crollare, mentre tiene quello relativo alla attuali condizioni.

Ora sarà estremamente importante capire, una volta chiarita la sorte del fiscal cliff, come si evolverà quest’indice, in pratica si capirà se gli americani hanno paura del fiscal cliff oppure temono comunque un peggioramento delle condizioni economiche future, indipendentemente da esso.

Ma, a parte l’indice del Michigan, gli altri dati macro hanno invece battuto, ed anche nettamente, le attese degli economisti, non solo le spese personali sono aumentate dello 0,4% (consenso +0,3%), ma il reddito personale è aumentato del doppio rispetto alle aspettative (+0,6% anziché il +0,3%), l’incremento più forte riscontrato dallo scorso mese di febbraio.

Ed ancora gli ordini di beni durevoli sono cresciuti dello 0,7% quando gli economisti avevano previsto si fermassero ad un +0,2%, e se escludiamo il settore trasporti l’aumento è risultato estremamente più eclatante (+1,6%) e, ciliegina sulla torta, il dato di ottobre è stato rivisto al rialzo da +0,5% a +1,1%.

, Insomma gli americani continuano a spendere, anche se, pare, possano rallentare in futuro gli acquisti di autoveicoli.

Insomma il fiscal cliff continua a far paura, ma, qualora venga risolto il problema, le Borse potrebbero tornare a correre.

Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) (-0,91%) soltanto due i rialzi di giornata, ed anche estremamente contenuti, American Express (+0,44%) e McDonald’s (+0,16%).

I maggiori cali invece sono risultati quelli di Bank of America (Other OTC: BACYL - notizie) (-2,00%), Exxon Mobil (-1,87%) e Walt Disney (-1,83%).

S&P500 (-0,94%) in decisa controtendenza Nike (+6,16%) dopo aver annunciato, nel secondo trimestre fiscale, un utile superiore al consenso. Decisamente più contenuti i rialzi di Abbott Lab. (+0,76%) e Ford Motor (NYSE: F - notizie) (+0,76%).

Maglia nera a Walgreen (-3,30%), in questo caso l’utile del primo trimestre è risultato inferiore alle previsioni. Ancora in ribasso Altria Group (NYSE: MO - notizie) (-2,48%) ed Accenture (-2,32%).

Nasdaq (-0,96%) in crescita titoli non proprio “pesanti” come Fastenal (+2,35%), Intuitive Surgical (NasdaqGS: ISRG - notizie) (+1,73%) e Ross Store (+1,26%).

Letteralmente crollato a picco Research in Motion (-22,73%) dopo il calo di un milione di abbonati nello scorso trimestre, e forti ribassi anche per Sears Holdings (NasdaqGS: SHLD - notizie) (-7,69%) e Micron Technology (NasdaqGS: MU - notizie) (-6,92%) dopo l’annuncio di una perdita superiore al consenso degli analisti.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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