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WhatsApp, un galateo per i messaggi audio

WhatsApp ha riportato in vita i messaggi vocali, quelli che prima dell’avvento dell’app di messaggistica si lasciavano solo in segreteria (Getty)

Sembravano definitivamente defunti. E invece no. WhatsApp ha riportato in vita i messaggi vocali, quelli che prima dell’avvento dell’app di messaggistica si lasciavano solo in segreteria. Possono essere molto pratici per chi li invia perché magari sta camminando o guidando e non può scrivere. Ma bisogna sempre mettersi nei panni di chi li riceve e, in questo caso, non sempre è facile ascoltare la nota e rispondere.

Il boom dei messaggi vocali

Ci sono delle regole da rispettare, nel caso si decidesse di inviare un messaggio vocale. “I messaggi audio non devono fare ostaggi”, precisa al Corriere della Sera l’esperta di galateo, Laura Pranzetti Lombardini, “e vanno usati solo se non possono sostituire un meno invadente messaggio scritto”. E non dovrebbero durare più di una decina di secondi. Il conduttore Alessandro Cattelan, a EPCC, su Sky, per farsi beffa di chi abusa della voce su WhatsApp ha fatto un’intervista di dieci minuti al cantante Tommaso Paradiso, registrandola in un messaggio di WhatsApp che ha poi inoltrato a Fabri Fibra.

Il mezzo

Come sempre accade, a maggior ragione nell’epoca dei social, non è che sia il mezzo ad essere sbagliato, bensì l’uso che l’utilizzatore ne fa. Ne sa qualcosa Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte, che ha mandato una nota audio ad alcuni giornalisti, dopo il crollo del Ponte di Genova, lamentandosi del Ferragosto saltato.

I vantaggi

Non ci sono solo contro, sia chiaro. I messaggi vocali hanno anche dei vantaggi. Prima di tutto non danno adito a fraintendimenti, non necessitano di faccine e cuoricini per far intendere il senso e fanno sentire la voce del mittente. Perché d’accordo l’immediatezza di una chat scritta, da leggere anche durante una riunione, ma volete mettere sentire una frase sdolcinata dal suono della voce dell’amato o dell’amata? Ma attenzione perché il ragionamento è valido anche in caso di insulti. O forse in questa circostanza sarebbe meglio un più educato messaggino scritto? Nel dubbio, se si deve mandare a quel paese qualcuno, facciamolo senza smartphone.

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