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Winkelmann, 'Motor Valley si prepari all'elettrico, nel 2027 la 2+2 Lamborghini a zero emissioni'

·4 minuto per la lettura

Sul rischio di 'chiudere' la Motor Valley alla luce della strategia europea 'Fit for 55' "apprezzo le parole del ministro Cingolani", una segnalazione "fatta a fine di bene, è stata la cosa giusta". lo sottolinea all'Adnkronos Stephan Winkelmann, presidente e ad di Lamborghini, aggiungendo che "ci aiuterebbe in futuro avere un approccio chiaro su ciò che è possibile" per il settore automobilistico, tanto più che "noi dobbiamo agire a livello globale". "Oggi - ammette - non c'è via di uscita all'elettrificazione, d'altronde sono regole globali e non solo europee". In ogni caso, spiega "all'interno della Motor Valley vogliamo vedere cosa possiamo fare con nostri fornitori locali: bisognerà investire, perché ci aspettano grandi sfide, ma quello che nel passato ha fatto bene la Motor Valley ci fa ben sperare nella capacità di adattarsi alle nuove regole". Quanto alla possibilità di un fronte comune con gli altri grandi marchi motoristici dell'area per Winkelmann "è prematuro oggi parlare di accordi o di programmi, una delle peculiarità della Motor Valley è proprio la sfida per l'eccellenza fra tutti questi marchi, che sono concorrenti nello stesso segmento".

Nessun dubbio, comunque, sull'importanza di mantenere l'italianità del brand, pur essendo sotto il controllo di un gruppo tedesco da più di venti anni: "Per noi il marchio 'Made in Italy' è un vanto, siamo un'azienda italiana, come lo è più del 90% dei nostri dipendenti".

Dopo il potenziamento varato nel 2015 per la produzione del suv Urus "oggi l'impianto di Sant'Agata Bolognese ci basta: ma vogliamo fare un quarto modello, primo completamente elettrico, che lanceremo intorno al 2027: questo ci metterà nella situazione di dover investire in futuro per allargare" la fabbrica. Lo sottolinea all'Adnkronos Stephan Winkelmann, presidente e ad di Lamborghini, spiegando di avere avviato già un confronto con le autorità dell'Emilia-Romagna. "Siamo in costante dialogo con il presidente Bonaccini - spiega - e abbiamo in programma a breve anche un tavolo con la Regione, nonché in futuro con il Governo e il ministero dello Sviluppo Economico". Una prospettiva che, riconosce il manager, avrà inevitabilmente ricadute occupazionali: "Abbiamo una crescita costante della manodopera, e con gli investimenti previsti nella prossima fase dovrà aumentare ancora. Oggi in Lamborghini abbiamo poco meno di 2 mila dipendenti, ma ci sono piani di assunzione, in cui guarderemo specialmente a quelle competenze che non abbiamo oggi o sulle quali dobbiamo migliorare". Il bacino privilegiato resta la Motor Valley, ma non solo: "Abbiamo da sempre contatti con le università del territorio ma non basta". "Non guardiamo al passaporto" per "continuare sulla strada dell'eccellenza" osserva Winkelmann.

"Una delle caratteristiche di Lamborghini - ribadisce - è che ogni modello deve essere più performante di quello che va a sostituire": per questo la progressiva elettrificazione della gamma "non mi preoccupa, non cambierà il nostro Dna: puntiamo a essere performanti anche con l'elettrico". Ricordando le caratteristiche del nuovo piano aziendale “Direzione Cor Tauri” - che "è diviso in due: fino a fine 2022 celebreremo i motori a scoppio, quindi nel 2023 e 2024 cambieremo la nostra gamma con le ibride e le plug-in" - l'ad conferma come alla fine "nel 2025 le nostre emissioni di Co2 saranno abbattute del 50".

Nel frattempo Winkelmann - che si definisce un "fan del motore a scoppio" - festeggia l'accoglienza ricevuta dalla versione speciale della Aventador : la LP780-4 Ultimae "sono già tutte vendute e sicuramente andranno in mano ai collezionisti".

Nessun problema, comunque, per il futuro: "I nostri clienti hanno accettato che ci sarà un domani di Lamborghini elettrico e ibrido" d'altronde, ricorda,"abbiamo detto che questo passo l'avremmo fatto solo quando saremmo stati pronti e sicuri che i motori del futuro sarebbero migliori di quelli precedenti".

Per ora, dopo avere archiviato da gennaio a giugno "il miglior semestre di sempre" Lamborghini - ricorda l'ad - "ha una copertura di 10 mesi di produzione". Verosimile che nel 2021 venga battuto il massimo storico di vendite "ma non pensiamo che sia importante rincorrere per forza il record di volumi: vogliamo crescita continua, producendo sempre meno della domanda globale. Se poi questo si combina con un nuovo record ben venga, ma la produzione deve essere su livelli controllabili".

Difficile pensare però che i numeri non cresceranno con il quarto modello. "Non abbiamo ancora deciso il bodystyle" della 2+2 elettrica che "lanceremo intorno al 2027 ma - spiega l'ad - sarà sicuramente riconoscibile come una Lamborghini. Al momento abbiamo in gamma due supersportive e una vettura, l'Urus, più 'utilizzabile': quindi dobbiamo guardare a un quarto modello più dalla parte della quotidianità". "Penso a una macchina che sia il meglio di due mondi, con il caratteristico muso lungo delle Gt ma anche più alta da terra. E naturalmente non dovrebbe cannibalizzare gli altri prodotti".

Nel futuro più immediato si prepara il modello che prenderà il posto dell'attuale Aventador che - ricorda - "è stata una storia di successo incredibile": fra le certezze, il fatto che il nuovo modello "avrà un design davvero eccezionale" e che la casa di Sant'Agata non rinuncerà "al 12 cilindri posteriore che rappresenta un orgoglio per Lamborghini, sarà mantenuto in prossimo futuro e non avremo nessun concorrente su questo".

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