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Wwe, Daniel Bryan nel mito di Rey Mysterio: “Amo il wrestling”

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 22 gen. (askanews) - Daniel Bryan è una delle leggende assolute del wrestling WWE. A quasi 40 anni l'ormai ex American Dragon si affaccia verso l'ultima parte della sua carriera nella federazione di wrestling più importante al mondo. Lui, che nel 2014 vinse uno dei Main Event più iconici della storia di WrestleMania (lo show più importante dell'anno) battendo Batista e Randy Orton in un match a 3 e che nel 2021 si appresta a entrare nel Royal Rumble Match, nella notte italiana fra domenica 31 gennaio e lunedì 1 febbraio, in onda sul WWE Network. "Se vincessi e poi andassi contro Roman Reigns per lo Universal Championship sarebbe la mia ultima serie in WWE? Anche se non vincessi lo sarebbe, non sarò un wrestler a tempo pieno ancora per molto tempo", racconta ad askanews, "Qualche mese fa ero contro Sami Zayn, in quello che pensavo sarebbe stato il mio ultimo match in assoluto. Non lo è stato, ma so che potrebbe accadere da un momento all'altro".

Eroe cresciuto nel mito di Rey Mysterio, definito uno dei suoi mentori più importanti e un esempio sempre seguito, Bryan ora è uno della vecchia guardia. "Adoro lavorare con i giovani e soprattutto con chi ama il wrestling, come dice il mio maestro William Regal. Apprezzo le idee di questi ragazzi, anche dopo 21 anni che faccio questo mestiere. Mi sono allenato spesso con un fenomeno come Chad Gable e puoi imparare tanto da questi ragazzi, cambiare prospettiva, accettare le loro nuove idee". Bryan, che è stato per due anni inattivo tra il 2016 e il 2018, è tornato da due anni pur superando un gravissimo infortunio. "Perché sentire l'energia della gente è quello che mi fa andare avanti: sia quando guardo i match, sia quando vengo tifato, sia quando vengo fischiato. E' quello l'impasto e la magia che fa andare avanti questo business", conclude nell'intervista, "Spesso alla Royal Rumble la gente voleva vedermi vincere ed è rimasta delusa, ma anche un boato di disapprovazione crea energia. Quando sono sul ring io arrivo sempre al limite, cerco sempre di fare uno step in più. E' questo lo stimolo più grande. Di sicuro non sento la pressione sul ring, la sento di più quando voglio essere un buon marito e un buon padre".