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Xi a Davos: Covid e clima temi globali, Hong Kong e Taiwan affari nostri

Marco Lupis
·Journalist – Correspondent – Author
·1 minuto per la lettura
Xi Jinping a Davos (Photo: EPA)
Xi Jinping a Davos (Photo: EPA)

Mentre gli Usa di Joe Biden mandavano la portaerei Roosevelt nel Mar Cinese Meridionale di fronte a Taipei e il portavoce degli Esteri a Pechino, Zhao Lijian, reagiva ribadendo che “la Cina è ferma nell’opporsi risolutamente all’indipendenza di Taiwan e alle interferenze di forze esterne”, il presidente Xi Jinping concludeva il suo attesissimo intervento al Forum di Davos, che tra gli altri argomenti rilanciava il Multilateralismo e metteva in guardia il Mondo sui rischi legati a una nuova Guerra Fredda “che danneggerebbe tutti”. Un’esortazione a un futuro di Pace universale - magari sotto una nuova governance globale di Pechino – oppure una nemmeno troppo velata minaccia agli altri attori internazionali, in primis i “nuovi” Stati Uniti guidati da Biden?

Volendo riassumere in estremissima sintesi le parole di Xi, potremmo dire così: “attenzione, noi cinesi siamo pronti a cooperare con l’Umanità, perché la Pandemia e il Clima – per esempio – sono un problema di tutti. Ma le questioni interne alla Cina sono problemi solo nostri, vedi Taiwan, lo Xinjiang e Hong Kong.

Ma l’attesissimo intervento di Xi si presta comunque – nella migliore tradizione del pensiero “orientale” – a differenti letture e numerose interpretazioni, pur non lasciando dubbi sul fatto che la Cina si sia ormai lasciata definitivamente alle spalle ogni subalternità e qualsiasi timore di inadeguatezza, e intenda invece spingere con decisione verso la sua candidatura per una leadership globale, alla guida delle sorti future della Terra. “Perché”, ha avvertito il presidente cinese, “Il multilateralismo non deve essere usato come pretesto per azioni unilaterali” e “Il [Paese] forte non deve bullizzare il debole, le decisioni non devono essere prese semplicemente mostrando i muscoli o agitando i pugni”, ha detto, lanc...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.