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Zaccaria ex presidente Rai: "controllo preventivo è meccanismo censorio"

·2 minuto per la lettura

"Editore sì, ma la Rai è un editore particolare perché pubblico, il che fa una bella differenza: è un dettaglio che non è affatto secondario". E' quanto sottolinea all'AdnKronos l'ex presidente Roberto Zaccaria, intervenendo nel dibattito aperto dalla posizione espressa dall'editore Giuseppe Laterza in relazione al caso Fedez e all'intervento per il 'concertone' del Primo Maggio. "La Rai è un'azienda pubblica, il cui canone fondamentale è il pluralismo: sia esterno nel senso di concorrenza di mercato, sia interno nel senso di dare spazio a quante più voci possibili sono presenti nella società", ricorda.

Per Zaccaria, "non può essere una visione paragonabile a quella di qualunque altro editore, privato. Il che vuol dire mandare in onda e poi dare spazio ad altri per intervenire: sempre. Ma esercitare preventivamente la volontà di controllare e poi decidere se mandare in onda, questo diventa un meccanismo censorio; a maggior ragione se esercitato nei confronti di un artista, che gode di una tutela di libertà di pensiero persino maggiore, rispetto ad esempio a un giornalista; e lo stesso vale ad esempio per la satira, che è ancora un gradino più in su e può andare più in là rispetto a quanto è consentito a una informazione corretta e responsabile".

Per Zaccaria, "un editore come la Rai può semmai adoperare una sorta di 'responsabilizzazione' nei confronti di chi è chiamato a intervenire, facendo presente rischi e possibili reazioni e controindicazioni per la delicatezza del tema affrontato. Ma questo non vuol dire controllare e censurare: in base a quali canoni la Rai potrebbe mai intervenire sul contenuto di un testo o di una dichiarazione, di una persona che tra l'altro non ha mica occupato il palco ma è stata invitata? Capisco che è un difficile punto di equilibrio, che si raggiunge soltanto con la sottolineatura della parola 'responsabilità' del soggetto che va in onda".

(di Enzo Bonaiuto)

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