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Zaki, sabato nuova udienza sulla carcerazione. Amnesty: "È ora che il suo calvario finisca"

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·2 minuto per la lettura
ROME, ITALY - OCTOBER 08: Demonstrators attend a flash mob organized by Amnesty International to ask the release of student Patrick George Zaky (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - OCTOBER 08: Demonstrators attend a flash mob organized by Amnesty International to ask the release of student Patrick George Zaky (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Si terrà già domani, e non come previsto finora a inizio gennaio, un’udienza sul rinnovo della custodia cautelare di Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna in carcera in Egitto da quasi dieci mesi. Lo segnala un tweet di Eipr, l’ong egiziana per la quale il 29enne era ricercatore in studi di genere, esprimendo la speranza che Patrick venga scarcerato come avvenuto per i tre dirigenti della stessa “Iniziativa egiziana per i diritti personali” rimessi in libertà ieri.

“La seduta di rinnovo della carcerazione di Patrick George”, “detenuto da dieci mesi fin dal suo arrivo all’aeroporto del Cairo per vacanze, avrà luogo domani”, scrive l’organizzazione non-governativa per la difesa dei diritti umani, aggiungendo che “si spera di completare” la scarcerazione “dei nostri colleghi dell’Eipr con la sua rimessa in libertà”.

Il più recente rinnovo della custodia cautelare in carcere per Patrick era stato disposto il 22 novembre. Dopo una prima fase di cinque mesi di rinnovi quindicinali ritardati dall’emergenza Covid, ora i prolungamenti coprono 45 giorni, e quindi ci si aspettava un pronunciamento solo il mese prossimo. Il messaggio di Eipr non fornisce ulteriori spiegazioni rispetto alla generica speranza di una scarcerazione.

Il giovane si era trasferito a Bologna più di un anno fa per il suo dottorato. Il 7 febbraio, mentre era di ritorno nella sua città natale, Mansoura, è stato arrestato al suo arrivo al Cairo senza apparenti motivi. Solo successivamente le autorità egiziane lo avevano informato di essere accusato di propaganda sovversiva, sulla base di dieci post su Facebook di controversa attribuzione

“Ci associamo all’auspicio espresso dalla ong con cui Patrick ha collaborato: che finisca in questa udienza il calvario che sta attraversando ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.