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Zanardi, le perizie fanno luce sulle cause dell'incidente

Primo Piano
·1 minuto per la lettura

Nessun guasto meccanico o eccesso di velocità, è questo quanto evidenziano più perizie sull’incidente che ha visto coinvolto il campione paralimpico Alex Zanardi a bordo della propria handbike lo scorso 19 giugno.

Stando alla dinamica ricostruita dagli inquirenti sembra che Zanardi procedesse ad una velocità di 50 km all’ora e che la causa dell’incidente sarebbe da individuare nella perdita del controllo dello stesso mezzo che lo ha fatto sbandare fino a sbattere contro il tir in arrivo nell’altra direzione.

I periti Dario Vangi, consulente del procuratore capo Salvatore Vitello e del pubblico ministero Serena Menicucci, e Mattia Strangi, perito di parte dell'autista dell'autocarro, hanno poi tentato di ricostruire quanto successo nei minuti precedenti all’impatto. Viaggiando comunque sotto il limite di velocità del tratto stradale in questione, vedendo il camion nella direzione opposta Zanardi avrebbe tentato di girare verso destra per allontanarsi dalla parte centrale della carreggiata. A causa di problemi di sovrasterzo, che hanno portato al testa coda, il mezzo si sarebbe ribaltato determinando poi l’impatto con il cerchione anteriore sinistro dell'autotreno

La procura di Siena dovrà decidere se ordinare nuove indagini, sulla base delle tre consulenze depositate, oppure definire il procedimento, con la possibilità di chiedere l'archiviazione o il rinvio a giudizio per l'indagato.

VIDEO - Zanardi, la ricostruzione di quel 19 giugno