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Zemmour, Pécresse e i sette giorni che hanno sconvolto la politica francese

·5 minuto per la lettura
Éric Zemmour, Valérie Pécresse, Marine Le Pen (Photo: Getty)
Éric Zemmour, Valérie Pécresse, Marine Le Pen (Photo: Getty)

La candidata dei Républicains alle presidenziali francesi, Valérie Pécresse, potrebbe sconfiggere Emmanuel Macron al secondo turno: a dirlo è un sondaggio Elabe Opinion 2022 per Bfm Tv. Pécresse, che ha trionfato sabato nella sfida finale interna al partito gollista per la candidatura, ottiene infatti il 52% in un ipotetico duello con l’attuale presidente al secondo turno. Macron si ferma al 48%. Al primo turno Macron resta primo in classifica con il 23%, ma perde comunque due punti rispetto alla rilevazione precedente. Pécresse è seconda con il 20%, in netta crescita rispetto a prima: guadagna infatti 11 punti percentuali. Sempre al primo turno, Marine Le Pen ottiene il 15%, Éric Zemmour il 14%: un testa a testa che fotografa le insidie poste alla veterana dell’ultradestra dall’opinionista e giornalista ultraconservatore e dal suo nuovo partito, Reconquête.

Sondaggio Bfm Tv (Photo: Bfm Tv)
Sondaggio Bfm Tv (Photo: Bfm Tv)

L’aspetto che più colpisce del sondaggio Bfm Tv è però quel secondo turno che verrebbe strappato a Macron. Si tratta di uno scenario difficilmente immaginabile fino a pochi giorni fa, prima dell’incoronazione della presidente 54enne dell’Île-de-France a candidata ufficiale dei Républicains. “Gireremo la pagina di Macron senza lacerare le pagine della storia di Francia”, ha dichiarato Pécresse nel suo primo discorso da candidata assicurando una “vera rottura” e sottolineando che “la destra repubblicana è tornata”. Fermare “l’immigrazione incontrollata”, ridurre il peso schiacciante del debito della Francia, ma anche mettere fine alla globalizzazione senza regole sono fra i primi impegni presi davanti ai militanti. “Per la prima volta - ha osservato - il partito di de Gaulle, Pompidou, Chirac e Sarkozy ha una donna candidata alle elezioni presidenziali. Penso a tutte le donne di Francia”.

Pécresse propone un giro di vite contro la delinquenza, inasprendo le pene e inviando l’esercito nei “quartieri sensibili” per ristabilire l’ordine. Sul tema dell’età pensionabile propone invece di posticiparla dai 62 anni attuali a 65 anni. L’obiettivo, adesso, è raccogliere consensi unendo il partito, che in questi ultimi anni ha vissuto numerose divisioni.

Ma l’ascesa di Pécresse non è l’unico elemento ad aver ribaltato la destra francese in poco più di una settimana. L’altro è la candidatura ufficiale di Éric Zemmour, che diversi sondaggi danno poco sotto Marine Le Pen. Tra i due, com’è noto, non corre buon sangue, ma il successo di Pécresse rappresenta una nuova minaccia per entrambi. Secondo Politico.eu, i rispettivi staff ne sono consapevoli e iniziano a valutare una seconda ipotesi inimmaginabile fino a poco tempo fa: quella di un’alleanza tra i “gemelli terribili” dell’estrema destra francese. La leader del Rassemblement National al momento non vuole sentirne parlare, ma l’idea di essere esclusa da un ballottaggio che fino a poco tempo fa la vedeva scontata co-protagonista potrebbe portarla a rivedere i suoi piani. Sia Le Pen sia Zemmour, infatti, corrono il rischio di dividere il voto dell’estrema destra e annullarsi a vicenda. L’ipotesi di un matrimonio, al contrario, farebbe scattare l’allarme tra gli altri candidati, visto che insieme la strana coppia avrebbe almeno un terzo dell’elettorato.

“Sono dispiaciuta per gli elettori dei Républicains perché, in realtà, Valérie Pécresse è forse la più vicina a Emmanuel Macron fra gli esponenti del partito che hanno partecipato alla competizione interna”, ha detto Le Pen, commentando la decisione del partito gollista. “Ha praticamente lo stesso profilo di Macron e certamente le sue stesse posizioni su numerosi temi”, ha aggiunto. La speranza della leader del Rassemblement National è che il fenomeno Pécresse si sgonfi appena sarà rientrato l’effetto novità. Una ipotesi che gli esperti non escludono, vista la distanza che ancora ci separa dal voto di aprile. “Poche persone la conoscevano prima delle primarie. La sua vittoria al congresso dei Républicains le ha dato una vera notorietà in pochi giorni. Ovviamente la stimola nei sondaggi”, ha commentato Jérôme Sainte-Marie, presidente dell’istituto Pollingvox, ai microfoni di Bfm Tv.

Un altro aspetto importante da considerare è l’elevata percentuale di chi, pur avendo indicato una preferenza, si dice aperto alla possibilità di cambiare idea: ben il 44% degli intervistati. Una volatilità così alta - combinata alla “triste pianura” in cui è impantanata la sinistra (tutti i candidati, compreso Jean-Luc Mélenchon, sono sotto il 10%) - lascia facilmente intravedere come i prossimi mesi della campagna elettorale si giocheranno tutti attorno a un unico quesito: quale destra è meglio equipaggiata a dare la spallata al centro incarnato da Macron? Pécresse – che si autodefinisce “2/3 Merkel e 1/3 Thatcher” - mostra di avere fiducia nelle proprie carte. “Ho una buona notizia, miei cari amici: la destra repubblicana è tornata!”, ha detto la governatrice dopo la vittoria, “restaureremo l’orgoglio francese e proteggeremo i francesi”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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