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Zona euro, attività imprese arretra a luglio con consumatori che restano a casa

Bandiere dell'Unione europea davanti alla sede della Commissione a Bruxelles

LONDRA (Reuters) - L'attività economica nella zona euro si è leggermente contratta a luglio per la prima volta dall'inizio dello scorso anno quando i consumatori hanno frenato la spesa vista l'impennata del costo della vita.

E' quanto emerge dall'indice finale Pmi di S&P Global, considerato un buon indicatore della salute economica della zona euro, che suggerisce come le prospettive per l'economia rimangano cupe.

L'indice finale Pmi è sceso al minimo degli ultimi 17 mesi a 49,9 punti a luglio dal 52,0 di giugno, sebbene al di sopra della stima preliminare di 49,4. Qualsiasi valore inferiore a 50 indica una contrazione.

"Le prospettive economiche della zona euro sono peggiorate all'inizio del terzo trimestre, con gli ultimi dati che indicano una contrazione del Pil a luglio", ha detto Chris Williamson, capo economista di S&P Global.

"L'aumento dell'inflazione, l'aumento dei tassi di interesse e i timori sull'offerta, in particolare per l'energia, hanno portato ai cali peggiori della produzione e della domanda visti in quasi un decennio, salvo nei mesi di lockdown della pandemia".

Sebbene l'aumento dei prezzi sia moderato, questi restano comunque alti, e l'indice che monitora le nuove imprese è sceso a 47,6 da 50,0, il livello più basso da novembre 2020.

L'indice Pmi che monitora l'industria dei servizi - dominante del blocco - è sceso a 51,2 da 53,0, sebbene la lettura si sia attestata al di sopra della stima flash di 50,6. La lettura arriva dopo un sondaggio simile che ha mostrato lunedì che l'attività manifatturiera nel blocco si è contratta a luglio.

La domanda di servizi è diminuita poiché i clienti sono rimasti a casa e le aziende sono meno ottimiste. L'indice delle aspettative delle imprese è sceso a 56,8 da 58,5, il livello più basso da ottobre 2020, quando la regione era nel pieno della pandemia di coronavirus.

"Il tanto sperato aumento della spesa dei consumatori dopo l'allentamento delle restrizioni pandemiche è frenato poiché le famiglie sono sempre più preoccupate per l'aumento del costo della vita, il che significa che la spesa discrezionale viene ridotta all'essenziale", ha detto Williamson.

"Allo stesso tempo, la spesa delle imprese è attenuata da una maggiore cautela e avversione al rischio in un contesto economico più cupo".

(Francesca Piscioneri)

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