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Zona euro, aumenta crescita imprese a maggio su rimbalzo servizi - Pmi

·2 minuto per la lettura
Diverse monete da due euro a Vienna

LONDRA (Reuters) - La crescita delle imprese nella zona euro ha accelerato a maggio al ritmo più rapido da oltre tre anni, grazie alla forte ripresa nel settore dei servizi che ha dato spinta al settore manifatturiero già in crescita.

È quanto emerge dagli indici Pmi flash a cura di Ihs Markit.

Dopo un lento inizio dei programmi di vaccinazione nella regione, il ritmo sta crescendo e permette la revoca di alcune restrizioni introdotte per combattere la diffusione del coronavirus.

Con la riapertura di diverse imprese -- o almeno con il loro adattamento ai lockdown -- il Pmi composito flash, considerato un valido indicatore dello stato di salute dell'economia, è salito a 56,9 dalla rilevazione finale di aprile a 53,8.

Si tratta del livello più alto da febbraio 2018 e ben oltre la soglia dei 50 punti che separa crescita da contrazione, superando anche le più contenute stime di un sondaggio Reuters, che prevedeva un aumento a 55,1.

L'economia del blocco vedrà un'espansione dell'1,4% durante questo trimestre, secondo il sondaggio Reuters pubblicato la scorsa settimana, che ha anche riportato stime inferiori per il resto dell'anno, rispetto ai dati forniti ad aprile.

Il Pmi per il settore dei servizi è salito a 55,1 dalla rilevazione di aprile a 50,5, la più alta da giugno 2018 e ben oltre la stima mediana del 52,3 inclusa in un sondaggio Reuters.

Il settore dei servizi ha goduto del rilascio della domanda accumulata, con l'indice delle nuove imprese -- sotto alla soglia dei 50 punti per buona parte della pandemia -- a 56,7 da 49,7 ad aprile, ai massimi da gennaio 2018.

Il settore manifatturiero ha tollerato la pandemia meglio rispetto al settore dei servizi, grazie agli stabilimenti mantenuti generalmente aperti. Il Pmi manifatturiero è calato dai massimi storici di aprile al 62,9 a 62,8, pur battendo le attese di un sondaggio Reuters a 62,5.

Un indice che misura la produzione, che contribuisce al Pmi composito, è calato a 61,9 da 63,2.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Roma Stefano Bernabei)