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Zona euro, calo inflazione potrebbe essere più lento - banchieri centrali

·2 minuto per la lettura
Il governatore della banca di Finlandia Olli Rehn ad Helsinki

FRANCOFORTE (Reuters) -L'inflazione nella zona euro potrebbe diminuire più lentamente di quanto previsto in precedenza, in parte a causa del permanere di colli di bottiglia nella catena degli approvvigionamenti, ma la Banca centrale europea non deve reagire in maniera eccessiva rimuovendo le misure di stimolo troppo in fretta, secondo due banchieri Bce.

L'inflazione ha superato il 4% lo scorso mese, oltre il doppio del target Bce del 2%, a causa del balzo dei prezzi dell'energia e dei colli di bottiglia nelle catene degli approvvigionamenti, che si stanno rivelando problemi più gravi di quanto si pensasse anche solo qualche settimana fa.

Il governatore della banca centrale finlandese Olli Rehn e il lituano Gediminas Simkus hanno entrambi suggerito che le pressioni inflazionistiche potrebbero durare più a lungo, ma hanno reiterato la visione della Bce secondo cui l'impennata dei prezzi è temporanea, respingendo i suggerimenti di un irrigidimento della politica monetaria.

"L'inflazione nella zona euro è ancora in gran parte transitoria, anche se alcune componenti sono più persistenti di quanto ci si attendesse in precedenza", ha detto Rehn a una conferenza in Lituania.

I colli di bottiglia degli approvvigionamenti sono uno dei fattori che si stanno dimostrando più duraturi e Rehn ha detto che il blocco dei 19 paesi che condividono l'euro difficilmente troverà sollievo sul tema prima della fine del 2022, il che avrà anche un impatto sulla crescita dei prezzi al consumo.

Anche Simkus ha riconosciuto che l'inflazione è alta, ma ha previsto un calo, anche se un po' più lento di quanto previsto dalla Bce.

"Anche se abbiamo un certo incremento, o anche un tasso di inflazione più alto... tornerà a livelli inferiori al target nel 2023", ha detto Simkus durante la conferenza.

A settembre la Bce aveva previsto un ritorno dell'inflazione al di sotto del 2% nel 2022, ma una serie di previsori, del settore privato fino alla Commissione europea, hanno già detto che la crescita dei prezzi non tornerà sotto l'obiettivo Bce prima dell'anno successivo.

Questo lascia la Bce nella complessa situazione di gestire uno shock dal lato dell'offerta, mettendo a punto nel frattempo una riduzione dello stimo "graduale e prudente", ha detto Rehn.

"La Bce tende verso un approccio paziente e prudente nel mantenere una posizione abbastanza accomodante nel futuro", ha aggiunto.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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