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Zona euro, crescita attività economica rallenta, salgono prezzi -Pmi

·2 minuto per la lettura
La sede centrale Bce a Francoforte

LONDRA (Reuters) - La crescita nell'attività economica della zona euro è rallentata questo mese, a causa dei costi crescenti per le imprese per i problemi agli approvvigionamenti, mentre il settore dei servizi, dominante nel blocco, sta faticando a causa dei continui timori dovuti al Covid-19.

A mostrarlo è un sondaggio Ihs Markit pubblicato oggi.

L'indice Ihs Markit Flash Composite Purchasing Managers, un buon termometro della salute economica generale, è sceso ai minimi di sei mesi ad ottobre, a quota 54,3, contro 56,2 di settembre.

Il risultato corrisponde alla previsione minima di un sondaggio Reuters che aveva previsto in media un calo più modesto a 55,2. L'indice rimane comunque molto al di sopra della soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione.

I colli di bottiglia agli approvvigionamenti causati dalla pandemia, insieme ad una carenza di autisti di veicoli pesanti, hanno portato l'indice dei prezzi dei beni capitale a 73,1 da 70,9, di gran lunga il dato più alto da quando il sondaggio è iniziato nel 1998.

Il Pmi per il settore dei servizi è calato a 54,7 da 56,4 ai minimi da aprile, e al di sotto delle previsioni Reuters di 55,5-

Ma le aziende hanno assunto personale al ritmo maggiore di oltre 14 anni. L'indice dell'occupazione è avanzato a 56,0 da 54,1.

L'attività manifatturiera rimane robusta e il Pmi per le attività di fabbrica ha avuto un calo molto modesto, a 58,5 dai 58,6 di settembre. Tuttavia un indice che misura la produzione, parte del Pmi composito, è arrivato a 53,2 da 55,6, ai minimi da giugno 2020.

I prezzi per le materie prime necessarie alle fabbriche sono aumentati ad un ritmo da record, e mentre i produttori hanno riversato parte di questi costi sui consumatori, non sono riusciti a passarlo del tutto. L'indice dei prezzi di produzione ha fatto registrare un rialzo a 72,3 da 70,4, ai massimi da quando Ihs Markit ha cominciato a registrare il dato nel 2002.

Questo sembra suggerire che il balzo dell'inflazione non sarà riassorbito presto, in contrasto con la visione della Bce.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Stefano Bernabei, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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