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Zona euro, forte rallentamento crescita attività economica giugno - Pmi

Dettaglio di una bandiera dell'Unione europea

LONDRA (Reuters) - La crescita dell'attività economica nella zona euro è ulteriormente rallentata il mese scorso, secondo un sondaggio in cui gli indicatori prospettici hanno mostrato che la regione potrebbe subire un calo nel trimestre in corso, mentre i consumatori rimangono cauti vista la crisi del costo della vita.

L'indice composito finale Pmi a cura di S&P Global, visto come un buon indicatore dello stato complessivo di salute dell'economia, è sceso a giugno al minimo di 16 mesi a 52,0 punti dai 54,8 di maggio, appena al di sopra della stima preliminare di 51,9.

Tutte le letture superiori ai 50 punti indicano una crescita.

"Il netto deterioramento del tasso di crescita dell'attività economica della zona euro aumenta il rischio che la regione registri un calo economico nel terzo trimestre", ha detto Chris Williamson, chief business economist di S&P Global.

"Il settore manifatturiero è già in declino, per la prima volta in due anni, e il settore dei servizi ha perso nettamente slancio di crescita a causa della crisi del costo della vita. La spesa delle famiglie per beni e servizi non essenziali ha subito una pressione particolare a causa dell'aumento dei prezzi".

Il Pmi dei servizi - settore dominante del blocco - è sceso a 53,0 da 56,1, anche se appena al di sopra della stima flash di 52,8 punti. Il Pmi relativo all'industria manifatturiera pubblicato la scorsa settimana ha mostrato che la produzione è diminuita a giugno per la prima volta dall'ondata iniziale della pandemia di coronavirus due anni fa.

Nel frattempo, sebbene le pressioni inflazionistiche si siano leggermente attenuate il mese scorso, l'indice dei prezzi alla produzione è rimasto vicino al massimo storico a 63,2, in calo rispetto al livello di 64,6 di maggio.

L'inflazione nel blocco si è attestata all'8,6% il mese scorso, secondo i dati ufficiali pubblicati venerdì, più di quattro volte l'obiettivo del 2% della Banca centrale europea.

La Bce è indietro rispetto a molte delle altre banche centrali nel modificare la propria politica monetaria ultra-accomodante, ma ha detto che inizierà ad aumentare i tassi questo mese. Un recente sondaggio Reuters prevedeva un aumento di 25 punti base a luglio e di altri 50 punti base a settembre.

L'indice composito delle nuove imprese è sceso a 50,0 punti da 53,3, la lettura più bassa in oltre un anno, lasciando intendere che non ci sarà una rapida inversione di tendenza per l'economia questo mese.

"I dati Pmi di giugno suggeriscono quindi che ci siano sempre più rischi di una flessione economica, mentre le pressioni inflazionistiche si attenuano ma rimangono elevate", ha detto Williamson.

(Tradotto da Alice Schillaci, editing Francesca Piscioneri)

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