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Zona euro, inflazione in calo prima di aumento previsto in autunno

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Bandiera dell'Unione europea davanti alla sede della Commissione Ue a Bruxelles

FRANCOFORTE (Reuters) - L'inflazione della zona euro è calata a giugno e dovrebbe confermare questo trend per i mesi estivi prima di un aumento previsto durante l'autunno oltre il target della Banca centrale europea, complice il rincaro delle commodity.

Nei 19 paesi che condividono l'euro, l'inflazione è diminuita a 1,9% a giugno dal 2,0% rilevato a maggio, in linea con le attese di un sondaggio Reuters e con il target Bce "inferiore ma vicino al 2%".

La crescita dei prezzi al consumo è accelerata quest'anno ma principalmente a causa di fattori eccezionali, come il rimbalzo dei prezzi del greggio, un aumento delle tasse tedesche e l'impatto della pandemia di Covid-19.

Questi fattori continueranno a spingere l'inflazione in rialzo e la crescita dei prezzi probabilmente supererà il 2,5% verso la fine dell'anno, in base alle proiezioni Bce.

Questo sta creando una problema di comunicazione per la banca, che dal 2003 ha costantemente mancato il proprio target di inflazione, non avendo visto un rapido aumento dei prezzi in oltre un decennio.

Tuttavia la Bce ha chiarito che questo genere d'inflazione non richiede una risposta di politica monetaria, quindi non è previsto un approccio più restrittivo e i costi di finanziamento dovrebbero restare estremamente bassi per gli anni a venire.

I membri dell'istituto sostengono che gli elevati prezzi delle materie prime mascherano un trend di debolezza sottostante e che l'inflazione per i servizi e i beni durevoli, indicatori più significativi per i banchieri centrali, restano deboli.

Infatti, l'inflazione 'core', che esclude le componenti volatili di cibo ed energia, è rimasta invariata a giugno allo 0,9%, in linea con le stime, mentre un indice che esclude anche i prezzi di alcol e tabacco è calata allo 0,9% dall'1,0%.

Anche la crescita salariale, una condizione importante per un'inflazione durevole, è anemica e la politica monetaria Bce è tipicamente inefficace sull'andamento dei prezzi a breve termine, un'altra ragione per permettere alla banca di ignorare il picco di quest'anno.

La Bce vede un'inflazione ben al di sotto del proprio target per il 2022 e il 2023 e finora nessun membro dell'istituto ha sostenuto che l'attuale periodo di inflazione relativamente alta potrebbe tradursi in quel tipo di pressione duratura sui prezzi che potrebbe causare un rialzo al di là dell'attuale picco temporaneo.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Milano Maria Pia Quaglia, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)

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