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Zona euro, per titoli Stato 2021 meno brillante di 2020 ma nessuna crisi

di Dhara Ranasinghe
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Il logo Bce presso la sede centrale a Francoforte

di Dhara Ranasinghe

LONDRA (Reuters) - Il prossimo anno potrebbe non fruttare a chi investe in titoli di Stato della zona euro ritorni tra il 3% e l'8% come nel 2020, ma gli investitori restano fiduciosi che l'intervento della Banca centrale europea non solo conterrà i rendimenti, ma allenterà anche i premi al rischio nell'Europa meridionale.

Con il vaccino anti-Covid che alimenta le speranze di un ritorno alla normalità e i governi che spendono generosamente, la Bce prevede per l'anno prossimo una crescita della zona euro pari al 3,9%.

Secondo un sondaggio Reuters tra gli analisti, il tasso del Bund decennale tedesco potrebbe quindi salire intorno al -0,3% da qui a un anno, rispetto all'attuale -0,6%.

Tuttavia i rendimenti resteranno profondamente negativi, contenuti dalla Bce, che ha di recente incrementato il programma emergenziale di acquisto asset per 500 miliardi di euro, estendendolo al 2022.

"Potremmo vedere una maggiore volatilità, ma nel 2021 ci aspettiamo ancora tassi bassi, in quantità maggiore" osserva Eric Brard, responsabile dei mercati obbligazionari di Amundi.

I titoli di Stato tedeschi hanno garantito quest'anno un ritorno pari a circa 3%, con il tasso del decennale passato dal -0,16% di gennaio al -0,91% di marzo e oggi a -0,6%.

I titoli di Stato di Spagna, Italia, Portogallo e Grecia -- paesi del meridione d'Europa con valutazioni inferiori da parte delle agenzie di rating -- hanno tratto maggiore profitto dalla discesa dei rendimenti, grazie alle misure di stimolo da parte della Bce e alla creazione di un rivoluzionario fondo congiunto Ue del valore di 800 miliardi di euro.

Il tasso del Btp decennale è calato quest'anno di circa 90 punti base, mentre i rendimenti dei benchmark portoghesi e spagnoli sono scivolati di recente in territorio negativo, in caduta di 50 punti base da gennaio.

Il rally della carta periferica potrebbe proseguire, sebbene più lentamente, e secondo gli investitori i premi sul rischio rispetto alla Germania si ridurranno.

"La ricerca del rendimento, insieme alla consapevolezza che la Bce continuerà a sostenere questi mercati, provocherà un ulteriore restringimento per i titoli di stato non-core, anche se non ai livelli visti quest'anno", secondo Florian Späte, senior bond strategist di Generali Investments.

In particolare, si prevede che il premio al rischio del decennale italiano rispetto all'equivalente Bund scivoli al di sotto dei 100 punti base, specialmente se un maggior numero di investitori di chiudere posizioni in carta spagnole e portoghese per passare al mercato italianio, unico che ancora garantisce rendimenti positivi.

Lo spread Btp/Bund vale attualmente intorno ai 110 punti base, dopo una flessione di 40 punti base da inizio 2020.

Späte prevede un calo dello spread Italia/Germania a 100 punti base, prima di una nuova lieve risalita a 105/110 centesimi per la fine del 2021.

Il trentennale italiano, secondo la strategist di Saxo Bank Althea Spinozzi, potrebbe guadagnare ulteriormente terreno nei confronti dell'analogo Bund.

"Ritengo che lo spread [tra trentennali] scenderà a circa 120 punti base da circa 160, in che equivale a un apprezzamento del capitale di circa il 10%" osserva.

PANICO?

Tre quarti delle obbligazioni della zona euro hanno al momento tassi negativi, un record. I rendimenti del segmento a cinque anni sono vicini allo zero perfino in Grecia, paese che ha affrontato una ristrutturazione del debito meno di dieci anni fa.

Ma quali sono i rischi di quello che in gergo gli addetti ai lavori definiscono 'taper tantrum', vale a dire vendite provocate dai timori di una riduzione dello stimolo monetario?

Il morale degli investitori è così volatile che i mercati hanno vacillato dopo che la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha detto che l'intero pacchetto di stimolo potrebbe non essere speso e che gli acquisti potrebbero essere ridotti in un quadro di miglioramento delle condizioni.

Francois Savary, chief investment officer di Prime Partners, è del parere che i rendimenti saliranno ma vede solo il 20% di possibilità di 'taper tantrum' per il prossimo anno.

"Soltanto nella seconda metà dell'anno vedremo probabilmente stabilità e visibilità della ripresa dell'economia, quindi assisteremo a ralizzi guidati dal panico solamente nel 2022, non il prossimo anno", ha detto.

Tale certezza dipende dalla Bce. La banca centrale sta già acquistando la maggior parte delle nuove emissioni sovrane e gli analisti di Hsbc calcolano che l'ultimo incremento dello stimolo vedrà Francoforte acquistare oltre il 100% delle emissioni nette di quasi tutti i paesi della zona euro.

"In questo modo si fornisce una barriera di protezione per fermare l'aumento dello spread in paesi come l'Italia", secondo gli analisti Hsbc.

(Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)