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Zona euro, recessione da sola non ridurrà inflazione - de Guindos

Luis de Guindos, vicepresidente della Bce, a Berlino

COLONIA, GERMANIA (Reuters) - La zona euro potrebbe subire una recessione durante l'inverno a causa dell'intensificarsi dei rischi sulle prospettive di crescita, ma questo non sarà sufficiente a ridurre l'inflazione senza ulteriori aumenti dei tassi.

Lo ha detto il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos.

La crescita ha risentito del caro energia e della carenza di gas russo, che hanno alimentato il rischio di razionamenti energetici durante l'inverno, con famiglie e imprese penalizzate dai costi elevati.

"I mercati credono che il rallentamento dell'economia possa da solo ridurre l'inflazione", ha detto de Guindos durante un convegno. "In realtà, questo... non è corretto. La politica monetaria deve dare un contributo", ha precisato.

La Bce ha promesso aumenti dei tassi in ciascuna delle prossime riunioni e i mercati prevedono che il tasso di deposito supererà il 2,5% entro la prossima primavera, passando dall'attuale livello dello 0,75%.

De Guindos ha aggiunto che i recenti dati economici indicano un sostanziale rallentamento dell'economia e che i rischi nelle proiezioni della Bce di una crescita stagnante nei mesi invernali sono inclinati verso il basso.

L'inflazione è "molto, molto" alta in questo momento, secondo De Guindos, e il potenziale prolungamento della guerra della Russia in Ucraina rischia di mantenere questo tasso elevato più a lungo.

La crescita dei prezzi ha raggiunto il 9,1% il mese scorso e si prevede in aumento nei prossimi mesi prima di un lento calo che la manterrà comunque al di sopra dell'obiettivo del 2% della Bce fino al 2024.

(Tradotto da Luca Fratangelo, Chiara Scarciglia editing Francesca Piscioneri)