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Arienti (Ecodom): "I Raee tra business ed ecologia"

Roma, 16 maggio (askanews) - Il riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, è una sicura opportunità di business ma anche di potenziale pericolosità dal punto di vista ambientale se effettuato al di fuori delle rigorose norme che regolano il settore. In occasione della presentazione del Rapporto di sostenibilità 2017 e dei dieci anni di Ecodom, il principale consorzio di gestione dei Raee, Askanews ha intervistato il direttore generale, Giorgio Arienti su questo aspetto.

"Il problema è certamente rilevante. Esiste una disposizione di legge oramai dal 2014 che prevede che tutti gli impianti che fanno trattamento di Raee devono dichiarare annualmente le quantità gestite. Le uniche quantità ufficialmente dichiarate sono quelle dei sistemi collettivi come Ecodom. Nessun altro sembra trattare Raee in Italia. Credo che la soluzione possa essere per certi versi semplice: è necessario che le autorità provino a indagare su questi impianti; l'elenco degli impianti autorizzati esiste e non dovrebbe essere difficile andare a vedere che quantità hanno gestito durante l'anno per capire quali sono i flussi aggiuntivi a quelli dei sistemi collettivi che ci sono in giro per il paese".

I risvolti ecologici ed economici sono notevoli e vanno inevitabilmente di pari passo. "Sono giustamente entrambi problemi importanti: c'è un aspetto ecologico perché temiamo che ci siano impianti che fanno un trattamento non ottimale dei rifiuti elettrici ed elettronici che quindi disperdano sostanze inquinanti, come per esempio i gas ozono-lesivi dei frigoriferi, nell'ambiente. Quindi bisogna intervenire innanzitutto per porre un freno a un problema ecologico. Poi c'è un problema economico: questi impianti danneggiano il settore virtuoso del riciclo. Cioè danneggiano con il loro comportamento, con il loro dumping e le loro azioni sottocosto gli impianti che invece hanno accettato di lavorare con standard di qualità elevati rispettando le indicazioni dei sistemi collettivi".