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L'Ue taglia stime Pil Italia: fatica a uscire dalla stagnazione

Roma, 7 nov. (askanews) - La Commissione europea ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita economica dell'Italia, per cui si attendono anche peggioramenti delle voci chiave sui conti pubblici. "L'Italia fatica a uscire dalla bassa crescita stagnante": è l'eloquente titolo del paragrafo dedicato alla Penisola nel rapporto sulle previsioni economiche d'autunno.

"L'economia italiana - si legge nel rapporto - si è bloccata all'inizio del 2018 e non mostra ancora segni di una ripresa significativa. Nel 2020, la crescita è destinata a riprendersi modestamente a seguito della crescente domanda esterna e della moderata spesa delle famiglie, sebbene quest'ultima sarà parzialmente attenuata dall'indebolimento del mercato del lavoro".

Tagliata la stima di crescita sul 2020, a +0,4 per cento del Pil mentre nelle previsioni diffuse lo scorso luglio indicava +0,7 per cento. L'esecutivo comunitario ha invece confermato il più 0,1 per cento atteso sul 2019, mentre sul 2021 si attende un più 0,7 per cento del Pil. Bruxelles prevede peggioramenti sia del deficit strutturale, sia del debito pubblico in Italia nel prossimo anno. Il primo è atteso al 2,5 per cento del Pil, il debito-Pil, invece, dal 134,8 per cento del 2018, è atteso in crescita al 136,2 per cento quest'anno, al 136,8 per cento nel 2020 e al 137,4 per cento nel 2021.

Infine, la Commissione Ue ha sottolineato che la spesa pubblica in Italia è attesa in aumento "a seguito" dell'introduzione del reddito di cittadinanza e di quota 100 sulle pensioni.