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Realacci: si può vincere la sfida della mobilità sostenibile

Roma, 3 ott. (askanews) - Si può vincere la sfida della mobilità sostenibile a cui la Confartigianato di Vicenza dedica l'evento Citemos (Città Tecnologia Mobilità Sosenibile) che apre domani e durerà fino al sabato 12 ottobre. Anche se è una sfida complessa perchè coinvolge milioni di persone e richiede un mutamento profondo di stili di vita, possiamo vincerla e l'Italia ha buone carte da giocare. Lo afferma in questa videointervista Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, presidente di Symbola e già presidente della Commissione Ambiente della Camera.

"Grosso modo - dice Realacci - il trasporto è responsabile di un terzo delle emissioni di CO2, insieme agli edifici e all'industria. Fortunatamente il cambiamento è già in atto e noi europei e italiani dobbiamo essere in prima fila. Il grande cambiamento è partito dalla Cina che ha deciso di accelerare molto la transizione verso la mobilità elettrica. Nel 2018 Marchionne fece un'intervista e, dopo aver detto per anni che l'auto elettrica non era il futuro, disse che invece l'auto elettrica sarebbe stata il futuro, al punto che al 2025 la metà delle auto vendute sarà elettrica o ibrida. Le risorse vanno concentrate non tanto sugli incentivi all'acquisto di auto elettriche, ma sulla ricerca e l'innovazione, sui mezzi pubblici elettrici nelle città perchè spesso i nostri autobus sono vecchi e inquinanti e poi sulle colonnine elettriche per le ricariche da realizzare lungo strade e autostrade. Poi ci sono alcuni punti sensibili: una è la mobilità urbana con i nuovi mezzi di micromobilità elettrica da intrecciare col verde urbano e altre cose delicatissime, come per esempio i porti che da nopi sono tutti all'interno delle città. Pochi lo sanno, ma quando le navi attraccano tengono accesi i motori e l'inquinamento che provocano è molto elevato: da un lato bisogna migliorare i carburanti delle navi e qui il m etano può giocare un ruolo importante; e poi le navi quando arrivano nei porti dovranno attacarsi a una presa elettrica".

Come sono messe l'Italia e l'Europa in questa sfida? "Io sono fiduciosa perchè le imprese italiane hanno una straordinaria capacità di adattarsi ai cambiamenti, ma devono sapere qual è la direzione. E non partiamo da zero perchè in Italia abbiamo sviluppato nei secoli filiere che sono più efficienti nel consumo di materie prime, di energie e recupero degli scarti: noi per esempio recuperiamo il doppio delle imprese tedesche, dagli stracci di Prato ai rottami ferrosi di Brescia. Per l'Europa l'ambiente può essere la partita della vita perchè tiene insieme economia, società e futuro. Per questo la nuova presidente della Commissione europea ha messo l'ambiente tra le priorità del suo mandato. Per questo la Bce ha annunciato un "bazooka verde", cioè una fortissima concentrazione di incentivi e finanziamenti in campo ambientale per venire incontro non solo ai giovani della generazione Greta, ma anche a una crescente sensibilità dei cittadini e a un rilancio della competitività europea".