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Banche Italia, spazio per consolidamento ma valutazioni troppo alte - Nagel

Il logo di Mediobanca nella sede di Mediobanca a Milano

MILANO (Reuters) - In Italia c'è spazio per un consolidamento del settore bancario ma da un punto di vista dei numeri le operazioni sono oggi più difficili di quanto non fossero alcuni anni fa perché le valutazioni sono più alte.

Lo ha detto il Ceo di Mediobanca, Alberto Nagel nel corso di un briefing sui conti del trimestre rispondendo a chi gli chiedeva se l'operazione di acquisizione lanciata in Spagna da Bbva su Sabadell da 12,2 miliardi di euro possa essere replicata anche in Italia.

"C'è spazio per un consolidamento intramarket in Italia perché c'è un numero di banche elevato e soprattutto perché in alcuni business, in particolare per le banche commerciali, la scala è importante", ha detto Nagel.

Nel 2020 Intesa Sanpaolo ha lanciato un'offerta da 5,3 miliardi su Ubi Banca, a cui Mediobanca ha partecipato in qualità di adviser, e si tratta dell'ultima operazione di consolidamento tra banche italiane di dimensioni rilevanti.

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Negli ultimi anni si sono rincorsi rumors su operazioni di consolidamento tra UniCredit da una parte e Banca Mps o Banco Bpm dall'altra, ma nessun deal si è mai materializzato.

"Rispetto al tempo di Intesa-Ubi ci sono degli elementi in positivo e in negativo", ha spiegato Nagel.

"L'elemento positivo è che le banche sono in una forma migliore. Quello negativo è che prima si guardava all'acquisizione di una banca commerciale in Italia registrando un badwill, cioè una differenza positiva tra il patrimonio netto della banca acquisita e il prezzo pagato. Oggi non è più così, le valutazioni sono più alte", ha detto.

Il confronto con il periodo in cui fu effettuata l'operazione Intesa-Ubi è più difficile anche dal punto di vista dei costi e delle sinergie necessarie per rendere oggi un deal di quel tipo interessante, ha poi aggiunto Nagel.

"Ci sono quindi degli elementi che da un punto di vista sistemico fanno ritenere ragionevoli operazioni di concentrazione ma da un punto di vista numerico e matematico questo potrebbe essere meno vero", ha concluso.

(Gianluca Semeraro, editing Claudia Cristoferi)