Annuncio pubblicitario
Italia Markets closed
  • FTSE MIB

    34.490,71
    +23,04 (+0,07%)
     
  • Dow Jones

    39.069,59
    +4,33 (+0,01%)
     
  • Nasdaq

    16.920,79
    +184,76 (+1,10%)
     
  • Nikkei 225

    38.646,11
    -457,11 (-1,17%)
     
  • Petrolio

    77,80
    +0,93 (+1,21%)
     
  • BTC-EUR

    63.561,40
    -203,56 (-0,32%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.481,31
    +13,21 (+0,90%)
     
  • Oro

    2.335,20
    -2,00 (-0,09%)
     
  • EUR/USD

    1,0850
    +0,0032 (+0,2929%)
     
  • S&P 500

    5.304,72
    +36,88 (+0,70%)
     
  • HANG SENG

    18.608,94
    -259,77 (-1,38%)
     
  • Euro Stoxx 50

    5.035,41
    -2,19 (-0,04%)
     
  • EUR/GBP

    0,8516
    +0,0000 (+0,00%)
     
  • EUR/CHF

    0,9917
    +0,0031 (+0,31%)
     
  • EUR/CAD

    1,4818
    -0,0029 (-0,19%)
     

Europa, Pmi hanno bisogno di un unico quadro normativo - Letta

L'ex premier Enrico Letta durante un'intervista con Reuters a Roma

di Giselda Vagnoni

(Reuters) - Alle piccole imprese europee orientate all'esportazione dovrebbe essere offerto un quadro normativo unico, con le stesse regole che disciplinano le loro attività ovunque operino nella regione.

Lo propone l'ex premier Enrico Letta in un documento sul mercato unico europeo che sarà presentato ai leader nazionali la prossima settimana.

La relazione suggerirà delle iniziative per rilanciare l'economia dell'Unione europea e contribuire così a incrementare la sua competitività nei confronti di economie rivali come gli Stati Uniti e la Cina.

Secondo Letta, le piccole e medie imprese (Pmi) europee dovrebbero poter optare per un quadro legale unico di nuova creazione, invece di dover affrontare regolamenti e norme fiscali diversi nei 27 Paesi dell'Unione europea.

ANNUNCIO PUBBLICITARIO

"Lo chiamerei Opt 28, una specie di passepartout legale", ha detto Letta a Reuters dopo aver presentato la sua bozza di proposte ai commissari dell'Ue a Bruxelles ieri.

Le Pmi sono tipicamente aziende con meno di 250 dipendenti e ricavi inferiori a 50 milioni di euro. Esse costituiscono la stragrande maggioranza delle aziende in Europa.

Letta ha detto che il suo rapporto solleciterà una maggiore integrazione del settore finanziario dell'Ue e proporrà modi per estendere il suo mercato unico, che da 31 anni offre libertà di movimento per persone, servizi, capitali e merci attraverso i confini nazionali.

Tra le proposte, la creazione di una "quinta libertà" di circolazione della conoscenza e dell'innovazione per favorire gli scambi di know-how in tutto il blocco.

"È tempo che il mercato unico si occupi di cose intangibili come i dati, l'istruzione, le competenze, la ricerca, l'innovazione", ha detto Letta.

Uno dei punti d'azione per promuovere la conoscenza a livello transfrontaliero è quello di garantire a tutti gli studenti delle scuole superiori dell'Ue l'accesso a un programma di scambio educativo in un altro Paese del blocco, cosa che attualmente solo le famiglie più abbienti possono permettersi.

Letta ha affermato che la sua proposta di "quinta libertà" non comporterebbe alcuna modifica dei trattati dell'Ue, cosa che presuppone l'unanimità degli Stati membri.

"Altrimenti, il piano avrebbe poca credibilità perché verrebbe rimandato all'infinito", ha detto.

Il rapporto sul mercato unico sarà presentato ai leader dell'Ue al summit della prossima settimana e fa seguito a un lavoro di revisione durato sei mesi, durante i quali Letta è stato in 65 città europee per incontrare governi, sindacati, banche e aziende oltre ai rappresentanti delle istituzioni dell'Unione.

(Giselda Vagnoni, tradotto da Laura Contemori, editing Stefano Bernabei)