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FT attacca l'Italia: "Il potere delle lobby vi impedisce di diventare normali"

Angela Iannone
L'articolo del FT dal titolo "Italy’s powerful lobbies block country from becoming ‘normal’Italy’s powerful lobbies block country from becoming ‘normal’"

Lunedì si è tenuto lo sciopero dei medici e degli addetti alla sanità: i rappresentanti di questo settore si sono trovati davanti al Ministero dell'Economia per manifestare contro i tagli alla sanità e contro la precarietà che sempre più colpisce la categoria.
Una manifestazione dalla forte adesione, quasi l'80%. Partendo da questo dato, il Financial Times stamattina ha espresso il suo parere sulla situazione italiana. E il commento non è affatto positivo.

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"Il potere delle lobby impedisce all'Italia di diventare 'normale'", così intitola il quotidiano britannico. Il titolo allude alle numerose manifestazioni e proteste da parte delle più svariate associazioni di categoria, dai medici ai farmacisi, dagli avvocati fino "agli oppositori del Wi-fi libero", con le quali il nuovo governo - ma anche i vecchi - si scontra quotidianamente per riuscire ad approvare le riforme economiche "nonostante abbiano una maggioranza schiacciante in Parlamento". Il potere di questi gruppi, scrive il FT "sta minando tutti gli sforzi per rendere l'Italia più efficiente e accogliente per gli investitori, come da tempo chiedono organizzazioni internazionali come l'OCSE".

Ci sono le categorie e gruppi molto forti contrari alle liberalizzazioni - proprio stamattina alla Camera si è discusso del tentativo di salvare il Wi-fi pubblico italiano, libero al 100% "quando l'offerta di accesso non costituisce l'attività commerciale prevalente del gestore del servizio", si legge nel testo approvato - le cui proteste sono in grado di paralizzare il Paese.

Cambio di programma: il Governo liberalizza il Wi-fi


Il FT prende un tema a caso: la giustizia italiana. Per otto giorni, infatti, gli avvocati hanno posato le toghe per protestare contro la reintroduzione - inclusa nel Decreto del Fare - della mediazione obbligatoria, creata per legge due anni fa, sospesa dalla Corte Costituzionale quest'anno e riproposta dal governo Letta. Obiettivo di questa riforma, quello di creare una soluzione alternativa e più snella ad alcune controversie, per snellire il molosso della giustizia civile e per velocizzarla: "In Italia - scrive il quotidiano - ci vuole una media di 1.210 giorni per risolvere una controversia commerciale", un aspetto che "per gli investitori stranieri è considerato il più potente deterrente"

"Una lobby che blocca le riforme", così l'avrebbe definita lo stesso ministro della Giustizia Cancellieri: d'altronde, fa notare il FT, se in Italia ci sono più di 240mila avvocati (in Francia circa 54 mila), molti dei quali seduti in Parlamento ("tra cui due avvocati personali di Berlusconi"), sciogliere questi nodi alla matassa diventa paradossale.

Ma non è solo Letta a doversi districare in mezzo a tutte queste associazioni. Lo scorso anno toccò a Mario Monti combattere contro gli avvocati e contro i farmacisti, altro ordine contrario alla liberalizzazione, entrambi usciti vittoriosi dalla lotta. Ne è convinto il quotidiano, quando scrive che in Italia "un pacchetto di pillole per il mal di testa si paga 20 volte di più di quanto non costerebbe in un supermercato britannico".

Secondo una recente indagine OCSE, l'Italia avrebbe bisogno di allontanarsi dalla politica dell'aumento delle tasse per i tagli alla spesa pubblica, in modo da mantenere il deficit di bilancio sotto controllo. "Ma la spesa pubblica è diminuita di poco -continua il FT - molto meno che in altre economie di Paesi periferici indebitati dell'Eurozona". Ad influire, il connubio inossidabile "degli ordini professionali, dei sindacati e delle autorità regionali che gestiscono, per esempio, il settore sanitario - una fonte redditizia di guadagno per la mafia, forse la lobby più grande e più oscura di tutte".

Per liberarsi dalle lobby, ci vogliono i blitz, come è successo ieri in Commissione Bilancio per modificare l'articolo sul Wi-Fi, facendo cadere tutti gli obblighi di identificazione dei loro clienti da parte dei locali pubblici. "Molti hanno ritenuto responsabile di questa proposta il ministro degli Interni, geloso di custodire il suo potere di Grande Fratello, risalente al periodo fascista - conclude il giornale - ma non è detto che ci sia stata anche la longa manus della lobby delle telecomunicazioni".
Un Parlamento che è più una "bancarella", dove si contratta tra le parti il prezzo, questa è l'immagine che hanno gli inglesi dell'Italia, un'immagine di un Paese che preferisce sprofondare pur di tutelare gli interessi delle categorie.