L’italiano con il quoziente intellettivo più alto del Paese

Intervista a Gaetano Morelli, l’uomo più intelligente d’Italia

Il suo quoziente intellettivo è di 169 (deviazione standard 15), una virtù che lo ha consacrato uomo più intelligente d’Italia e tra i primi venti uomini più intelligenti del mondo secondo The World Genius Directory, una lista in progress dei geni del pianeta. Ma lui, Gaetano Morelli, ingegnere casertano di 39 anni, non si è fatto cambiare la vita da questo riconoscimento, anche perché “da un QI alto non si può guadagnare molto in termini economici”.

Continua come sempre a fare il suo doppio lavoro di imprenditore-responsabile tecnico in una ditta di software in Campania, segue con passione il calcio e la sua Juventus, gioca a bridge (“con ottimi risultati”), gestisce STHIQ Society, il suo club per persone con elevato QI, scrive articoli e libri divulgativi su argomenti complessi come il bosone di Higgs e la teoria della relatività. E per dilettarsi fa un divertente esercizio mentale con le parole e le lettere.

Morelli si è raccontato a Yahoo! Finanza spiegandoci come vive una persona molto intelligente, come funziona "High IQ Land", l’universo delle persone ad alto QI e quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’avere un cervello degno di Einstein e Leonardo.

Signor Morelli, come è nato l’interesse per i test del quoziente intellettivo e per tutta High IQ Land?
“Nella mia famiglia c’è una componente ereditaria radicata: avevano un QI alto anche mio padre, mio nonno e presumibilmente anche mio figlio di sei anni ce l’ha. Mio papà mi raccontò di aver fatto dei test del QI da ragazzo con risultati notevoli, molto al di sopra della norma. La curiosità nacque così finché nel 2008 cominciai a fare le prime ricerche e mi informai sui criteri di ammissione al Mensa, il più antico club di persone con alto QI. Poi il test non lo feci al Mensa ma misurai il mio quoziente intellettivo in altre occasioni: il punteggio più elevato, ottenuto con un test spaziale denominato LSHR Light IQ, fu di 169, con deviazione standard 15. La deviazione standard, in estrema sintesi, è una misura della differenza di punteggio rispetto alla media”.

Come funzionano i test del QI?
“Sono insiemi di quesiti di vario genere. Vi si trovano item numerici, spaziali, verbali: per capirci, quiz simili si possono trovare all’interno dei questionari dei concorsi pubblici. Esistono due categorie di test accettati dalle società di persone ad alto quoziente intellettivo: quelli classici, che sono a tempo e supervisionati da uno psicologo, e gli “high range test”, pensati per persone con QI particolarmente elevato, non supervisionati e non a tempo. Questi ultimi si possono scaricare dal web e possono essere autosomministrati: le soluzioni vanno inviate all’autore del test, che dà il punteggio in base a una serie di parametri. Il risultato misura la rarità di un quoziente intellettivo: l’unico dato misurabile”.

E’ importante rispondere ai quiz entro un certo tempo?
“A mio parere l’intelligenza non è strettamente connessa con i tempi di risposta. Inoltre credo che il limite temporale falsi molto l’esito, soprattutto per i soggetti ansiosi e attenti al risultato. Tuttavia, in alcuni test ci sono domande a cui, se non si raggiunge un certo livello, non è possibile rispondere neanche se ci si pensa una vita”.

C’è il rischio di bluffare?
“Sì, in entrambi i tipi di test, ma soprattutto dove non c’è un supervisore: se lo faccio a casa posso farmi aiutare, usare un calcolatore… Però, esistono dei test di alto rango in cui gli aiuti possono essere forniti solo da persone con QI altrettanto alto: bisogna avere un altro genio a disposizione. Proprio per sconfiggere questo problema degli imbrogli, io e un’altra persona ad alto quoziente, Marco Ripà, stiamo mettendo a punto un test di intelligenza su Internet, non a scopo di lucro, per il quale sarà impossibile fare raggiri perché le domande sono generate volta per volta. In ogni caso, bluffare è stupido. Cosa ci si guadagna a farlo?”.

Appunto, cosa si guadagna? Che business c’è dietro ai test del quoziente intellettivo e ai club di geni?
“Un vero e proprio business non esiste. Certo, girano dei soldi per esempio sull’attività di creazione, sviluppo e correzione dei test. Quando le correzioni sono a pagamento, si pagano mediamente 10-12 euro. Alcuni club di persone con alto QI sono a pagamento. Per esempio, il Mensa lo è ma le tariffe sono modeste e alla portata di chiunque. Certi test supervisionati e a tempo sono abbastanza costosi: intorno ai 500 euro. Ma il costo si spiega anche con il fatto che vicino a questi test viene fatto un lavoraccio, in termini di ideazione, attendibilità statistica, e quindi deve essere retribuito. Ma non parlerei di attività fatte per guadagnare soldi”.

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