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Greggio stabile, timori domanda Usa bilanciano rischi conflitto Medio Oriente

Una pompa petrolifera presso il Bacino Permian in Loving County, Texas

LONDRA (Reuters) - Il greggio si stabilizza dopo aver chiuso in ribasso ieri, grazie ai segnali di calo della domanda di carburante negli Stati Uniti, il primo consumatore di petrolio al mondo, in contrasto con l'aumento dei rischi di conflitto in Medio Oriente.

Il dato sulle scorte di questa settimana dell'Energy Information Administration (Eia) ha mostrato che le scorte di benzina sono diminuite meno del previsto, mentre quelle di distillati sono aumentate in contrasto con le attese, segnali di rallentamento della domanda.

Intorno alle ore 10,35 italiane, i futures sul Brent guadagnano 37 centesimi, o lo 0,4%, a 88,39 dollari il barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate Usa scambiano in rialzo di 30 centesimi, o dello 0,35%, a 83,11 dollari il barile.

I timori per la domanda di carburante negli Stati Uniti sorgono in seguito ai segnali di raffreddamento dell'attività delle imprese statunitensi ad aprile e ai dati su inflazione e occupazione, più forti del previsto, che fanno ritenere più probabile che la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse più tardi del previsto.

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Attesi oggi alle ore 14,30 i dati sul Pil statunitense per il primo trimestre. Un sondaggio di economisti condotto da Reuters stima un aumento del tasso annualizzato pari al 2,4%.

Si prevede che i combattimenti nella Striscia di Gaza tra Israele e Hamas si estenderanno: Israele potrebbe iniziare un assalto a Rafah, nel sud dell'enclave, aumentando il rischio di una guerra più ampia che potrebbe potenzialmente interrompere le forniture di petrolio.

Tuttavia, le forniture di petrolio non sono ancora state compromesse e dalla scorsa settimana non ci sono stati altri segnali di conflitto diretto tra Israele e Iran, uno dei principali produttori di petrolio e sostenitore di Hamas.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Gianluca Semeraro)