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Greggio stabile tra attacchi in Medio Oriente e cautela tagli tassi

Una pompa petrolifera vicino Almetyevsk nella Repubblica del Tatarstan, in Russia

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio si mantengono stabili dopo i forti cali della scorsa settimana, con Washington che si è impegnata a lanciare nuovi attacchi contro i gruppi filo-iraniani in Medio Oriente e con i forti dati sull'occupazione negli Stati Uniti che hanno raffreddato le speranze di un rapido taglio dei tassi.

Alle 11,50, i futures sul Brent scendono di 34 centesimi, o dello 0,44%, a 76,99 dollari il barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate statunitense scambiano a 71,87 dollari il barile, in calo di 41 centesimi, o dello 0,57%.

Entrambi i benchmark hanno chiuso la scorsa settimana in ribasso di circa il 7% dopo che i dati sull'occupazione statunitense, più forti del previsto, hanno suggerito che i tagli ai tassi di interesse potrebbero essere più lontani del previsto.

Intanto, i progressi nei negoziati per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas sembrano vaghi, segnalando che le tensioni nella regione produttrice di petrolio sono destinate a protrarsi.

Gli Stati Uniti proseguono inoltre la campagna contro gli Houthi nello Yemen, i cui attacchi alle navi da trasporto hanno interrotto le rotte commerciali del petrolio a livello globale, anche se l'approvvigionamento non è stato sostanzialmente influenzato.

Sabato, due droni d'attacco ucraini hanno colpito la più grande raffineria di greggio nel sud della Russia, ha riferito una fonte di Kiev a Reuters, l'ultimo di una serie di attacchi a lungo raggio contro le strutture petrolifere di Mosca che ha ridotto le esportazioni russe di nafta.

Lukoil, che possiede la raffineria di Volgograd, ha poi detto che l'impianto stava funzionando normalmente.

(Tradotto da Camilla Borri, editing Sabina Suzzi)