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Inps: mancano 140 miliardi e non ci sono giovani. Come si fa?

Rossana Prezioso

La coperta previdenziale è corta, sempre più corta, tanto da essere diventata un fazzoletto. Di (KSE: 003160.KS - notizie) carta.

Il buco con il nullla intorno

L'INPS, entra previdenziale da sempre dissestato, oggi ha gettato la spugna su quel buco da 140 miliardi che adesso non solo è diventato ufficiale, ma è riuscito a far nascere da se stesso, come una sorta di divinità pagana, persino un buco anche peggiore, quello dei 90 miliardi ormai irrecuperabili. Infatti dai 140 menzionati solo 50 potrebbero essere forse recuperati (opzione A), gli altri, invece, ormai sono stati dati per dispersi. A confermare cifre e soprattutto paure è la Commissione sugli enti di previdenza che avvisa anche dell'esiguità degli accantonamenti. E così, mentre l?Europa e la Bce (Toronto: BCE-PA.TO - notizie) si occupano (giustamente) di controllare lo stato delle finanze delle banche, a molti sorge la domanda: chi si occupa di monitorare quello del welfare?

Da dove nasce questa falla di 140 miliardi?

E' sempre la Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza a rispondere e ad attribuirli a più cause, prima fra tutte i contributi mai versati anche se, immediatamente dopo, arriva l'evasione fiscale. Per quanto riguarda quei 90 miliardi di crediti irrecuperabili la risposta è nella crisi economica che ha decimato il panorama produttivo e industriale della nazione tagliando di fatto la possibilità di pagare i propri contributi e quelli dei dipendenti, una situazione aggravata dal fatto che i fallimenti delle aziende, oltre ad aver tagliato di netto le entrate dell'Imps, hanno anche reso impossibile il recupero delle somme. A poco sono serviti gli accantonamenti per le coperture il cui trend è in aumento in maniera meno veloce del previsto e soprattutto meno veloce di di quanto sta accadendo per gli scoperti: in altre parole non si riesce a stare dietro ai crediti man mano che crescono.

Il futuro che non c'è

Pochi, anzi pochissimi coloro che risultano essere iscritti alla gestione separata dell'Inps: le cifre dell'anno scorso arrivano a 1.781.666 artigiani, un numero che nel giro di poco meno di 10 anni ha visto un crollo di quasi 200 mila unità e per di più, dato che rende tutto ancora più angosciante, solo 6,4% ha meno di 30 anni, trend che si evidenzia anche nel settore della gestione speciale dove si arriva all'8,4%. Cosa significa questo? Che la scommessa sul futuro è già persa ancora prima di nascere.

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