Italia markets closed
  • Dow Jones

    33.949,41
    +205,57 (+0,61%)
     
  • Nasdaq

    11.512,41
    +199,06 (+1,76%)
     
  • Nikkei 225

    27.362,75
    -32,26 (-0,12%)
     
  • EUR/USD

    1,0896
    -0,0024 (-0,22%)
     
  • BTC-EUR

    21.155,53
    -56,32 (-0,27%)
     
  • CMC Crypto 200

    523,51
    -3,68 (-0,70%)
     
  • HANG SENG

    22.566,78
    +522,13 (+2,37%)
     
  • S&P 500

    4.060,43
    +44,21 (+1,10%)
     

Istat, produzione industria ancora in calo congiunturale a novembre, sotto attese

Una bandiera italiana e una bandiera dell'Unione europea a Roma

ROMA (Reuters) -A novembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale italiana continua a ridursi, deludendo le attese di un recupero, seppure con una intensità minore rispetto ai due mesi precedenti.

Secondo dati diffusi stamani da Istat, la produzione registra un decremento dello 0,3% mensile, dopo il -1,1% (rivisto) di ottobre, rispetto ad un consensus pari a +0,3%.

"La dinamica negativa è estesa a quasi tutti i settori, con l’eccezione dei beni strumentali che registrano un profilo positivo negli ultimi cinque mesi anche se in progressiva decelerazione", osserva l'Istituto nella nota a corredo dei dati, aggiungendo che nel trimestre settembre-novembre il livello della produzione scende dell'1% rispetto ai tre mesi precedenti.

L'Italia sottoperforma la zona euro che, secondo statistiche diffuse oggi da Eurostat, a novembre ha evidenziato un rimbalzo della produzione più corposo del previsto - +1% congiunturale contro attese a +0,5% - mostrando una certa resilienza.

Corretta per gli effetti di calendario, nel mese osservato la produzione italiana decresce su anno del 3,7% dal -1,6% di ottobre (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 come a novembre 2021).

Crescono, anche a livello tendenziale, solo i beni strumentali (+1,8%); diminuiscono, invece, i beni di consumo (-2,6%), i beni intermedi (-5,2%) e in misura molto marcata l’energia (-16,2%).

Secondo diversi analisti, tra cui Prometeia, i numeri di novembre rafforzano le preoccupazioni per l'andamento nei prossimi mesi della produzione, considerata un buon anticipatore del Pil.

Sebbene lo spaccato settoriale evidenzi come in realtà la flessione di novembre "sia imputabile prevalentemente al comparto energetico" - dove la produzione è diminuita del 4,5% m/m e in rotta per un calo di quasi il 7% trim/trim -, osserva Andrea Volpi di Intesa Sanpaolo, "un’industria già in contrazione, servizi dove la ripresa post-pandemica è ormai alle spalle e costruzioni frenate da incentivi fiscali meno generosi rendono ancora "probabile" una recessione tra fine 2022 e inizio 2023.

Lo scorso dicembre Istat ha rivisto in netto ribasso la previsione di crescita per l'Italia per quest'anno (+0,4%), mentre ha alzato quella del 2022 (+3,9%), con l'economia sempre più penalizzata dalle pressioni sui prezzi, la cui possibile decelerazione ha ancora modi e tempi molto incerti.

I numeri sono sostanzialmente in linea con quelli del Tesoro secondo cui il Pil crescerà solo dello 0,6% quest'anno, a fronte di un target del 3,7% nel 2022.

Seguono i dettagli forniti dall'istituto:

PRODUZIONE INDUSTRIALE NOV OTT SET

Variazione % m/m (destag.) -0,3 -1,1r -1,8r

Variazione % a/a (corr. per calend.) -3,7 -1,6 -0,5

Variazione % a/a (grezzo) -3,7 -1,6 -0,4

NOTA: BASE 2015=100

Produzione per raggruppamento principale di industrie a novembre (percentuale su mese):

Beni di consumo -0,4

Beni strumentali +0,1

Beni intermedi -0,3

Energia -4,5

(Valentina Consiglio, editing Antonella Cinelli, Stefano Bernabei, Claudia Cristoferi)