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Pierpaolo Sileri: "Green pass? Vedrete che Gb e Francia lo faranno"

·1 minuto per la lettura

“Quando facemmo il lockdown ci criticarono e poi lo fecero anche Francia e Inghilterra. Potrebbe succedere anche con il green pass”. A dirlo è il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, nel corso di un Link’s Talk, format della Link Campus University, intervistato dal vicedirettore di Huffpost, Alessandro De Angelis.

Il green pass ”è una scelta che ci consente di limitare i contagi, mentre altri paesi europei hanno numeri anche cinque o sei volte superiori, una strategia vincente e una spinta verso la vaccinazione”. Secondo Sileri, “arriverà il momento in cui non dovremo più usare la mascherina, il green pass stesso non sarà eterno. Arrivati al 90% della vaccinazione la circolazione del virus sarà molto limitata. Oggi su 1000 persone, 75 hanno avuto il virus, di queste, 3 sono morte e 72 sono guariti, qualcuno con qualche residuo. Ma degli altri 925 il 75% è vaccinato e indirettamente protegge anche il 25% che ancora non lo è”.

Quanto alle critiche sulla limitazione della libertà, Sileri dice che “io la libertà la associo al concetto di collettività. La libertà non sta nell’autonomia del singolo. Le regole consentono alla collettività di difendersi e andare avanti”. 

Andare avanti significa accelerare per l’uscita dalla pandemia, perché il Covid, spiega ancora Sileri, ha portato anche “a un ritardo sulla cura delle altre patologie. Abbiamo tantissime prestazioni rimaste indietro, dalla diagnosi precoce fino al trattamento. Finché si vive con l’incubo di una prossima ondata gli ospedali stanno sul chi vive, stornando energie e risorse umane contro il coronavirus e lasciando sempre indietro qualcos’altro. Abbiamo fatto sforzi come Ministero della Salute e tavoli perché si riduca questo gap”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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