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Salvataggio Credit Suisse scuote settore bancario londinese

Ufficio di Credit Suisse a Londra

LONDRA (Reuters) - I banchieri di Londra si sono preparati a centinaia di potenziali perdite di posti di lavoro e a un duro colpo per il già segnato settore finanziario britannico, dopo lo storico salvataggio di Credit Suisse da parte della banca rivale svizzera Ubs.

Il personale di Credit Suisse aveva già cercato di abbandonare la nave nelle ultime settimane, in base a quanto riferito a Reuters da fonti. Con una tendenza che potrebbe accelerare dopo l'annuncio dell'acquisizione di domenica, i banchieri senior delle società rivali temono che non tutti i circa 5.000 dipendenti di Credit Suisse a Londra manterranno il loro posto di lavoro o troveranno nuovi ruoli.

"Molti banchieri di Credit Suisse avevano già parlato con molte persone da tempo [su un'uscita dalla banca svizzera]. Quelli più fedeli e che non l'hanno fatto ora stanno parlando con i cacciatori di teste", ha detto Stephane Rambosson, cofondatore di Vici Advisory, specializzata nella ricerca di figure professionali senior nel settore delle banche d'affari.

Un dirigente di una società di gestioni patrimoniali rivale con sede a Londra ha detto di aver assistito a un flusso costante di curricula provenienti da banchieri di Credit Suisse.

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Ubs ha comunicato ieri ai banchieri di Credit Suisse di star valutando la possibilità di offrire premi finanziari per convincerli a rimanere.

I dipendenti di Credit Suisse sono preoccupati da quelli che potrebbero essere massicci tagli di posti di lavoro, con 10.000 posizioni potenzialmente a rischio a livello globale, in base a quanto riferito a Reuters da alcune fonti sabato, prima del completamento dell'operazione di acquisizione.

La scomparsa del gigantesco istituto di credito potrebbe anche infliggere un potenziale colpo al Canary Wharf Group, che gestisce l'omonimo polo finanziario nei Docklands di Londra.

Credit Suisse è stata una delle prime grandi banche a stabilirsi nell'area, attirata dalla prospettiva di uffici più economici all'inizio degli anni '90, e ospita la maggior parte del proprio personale britannico nell'edificio One Cabot Square, nella parte occidentale del complesso.

"Ovviamente, qualsiasi contrazione generale dei servizi finanziari rischia, dal punto di vista di Canary Wharf, di spingere un numero maggiore di aziende a consolidarsi nella più tradizionale City piuttosto che a Canary Wharf", ha detto Tony Travers, direttore del gruppo di ricerca della London School of Economics (Lse).

L'incertezza attorno a un importante inquilino bancario giunge in un momento delicato per Canary Wharf, dato che la prima banca europea Hsbc sta prendendo in considerazione la possibilità di trasferirsi in una torre di 45 piani in un'altra zona della proprietà.

Ubs ha la propria sede nello storico Square Mile di Londra, uno scintillante "groundscraper" - un edificio da 13 piani per 700.000 metri quadrati - dove la banca aveva già iniziato a subaffittare alcuni spazi dopo che un maggior numero di dipendenti aveva scelto di lavorare da remoto dopo la pandemia di Covid-19.

Nessun commento da parte di Ubs e Canary Wharf Group.

Ieri, fuori dagli uffici di Credit Suisse, non c'era traccia di confusione. Un uomo che è uscito dall'edificio ha detto a Reuters che all'interno l'atmosfera era quella di sempre.

"Quando si lavora nel settore bancario, queste cose accadono e non c'è motivo di preoccuparsi", ha detto, rifiutandosi di fornire ulteriori dettagli.

IL FUTURO DELLA CITTÀ

In un memo visto da Reuters e inviato al personale dopo l'annuncio del takeover, Credit Suisse ha rassicurato il personale che i loro bonus sarebbero stati pagati per intero.

La notizia del salvataggio d'emergenza arriva nel contesto di più ampie preoccupazioni sullo status di Londra come hub globale, a seguito della lenta fuga di posti di lavoro e attività verso altri centri finanziari dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea.

Tuttavia, l'impatto della Brexit sui posti di lavoro è stato finora inferiore rispetto a quanto inizialmente stimato, con circa 7.000 dipendenti trasferiti, in base ai calcoli effettuati lo scorso anno dalla società di consulenza EY.

Alcuni esperti hanno affermato che il settore dei servizi finanziari britannico potrebbe in ultima analisi beneficiare delle recenti turbolenze negli Stati Uniti e in Svizzera.

"L'industria londinese dei servizi finanziari rimane di gran lunga la più grande d'Europa", ha detto Travers di Lse, aggiungendo che il regime normativo britannico potrebbe essere un traino per la finanza internazionale in un momento in cui vengono sollevati dubbi su altre giurisdizioni.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Andrea Mandalà)