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Tlc, Breton (Ue) sollecita ripensamento su fusioni transnazionale

Bandiere dell'Unione Europea di fronte all'edificio della Commissione europea a Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - Il Commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton ha esortato le autorità di regolamentazione antitrust a prendere in considerazione la possibilità di autorizzare un maggior numero di fusioni transfrontaliere nel settore delle telecomunicazioni europeo, appoggiando le richieste di Deutsche Telekom , Orange , Telefónica e Telecom Italia .

La responsabile dell'antitrust Ue Margrethe Vestager si è mostrata restia a consentire agli operatori tlc di acquisire concorrenti europei in assenza di pesanti misure correttive, soprattutto quando gli accordi riducono il numero di attori da quattro a tre.

Il settore delle telecomunicazioni, tuttavia, sostiene che il consolidamento sia necessario per mettere in comune le risorse necessarie a implementare la costosa banda larga ad alta velocità e il 5G.

"Credo che la creazione di un vero mercato unico per i servizi di telecomunicazione richieda anche una riflessione al fine di incoraggiare il consolidamento transnazionale, il tutto preservando una concorrenza leale e necessaria a beneficio dei nostri consumatori", ha affermato Breton in un discorso che verrà pronunciato durante un evento a Helsinki.

In merito alla questione se Google , Meta , Amazon.com, Netflix , Apple e Microsoft dovrebbero sostenere alcuni costi di rete, Breton ha affermato che la Commissione europea avvierà una consultazione questo mese sull'argomento.

"Gli investimenti necessari a realizzare le nostre ambizioni saranno enormi e dobbiamo garantire che siano accompagnati da una disponibilità di finanziamenti sufficiente. L'onere di questo finanziamento non dovrebbe gravare solo sugli Stati membri o sul bilancio dell'Ue" ha detto Breton.

"In un momento in cui le società tecnologiche utilizzano la maggior parte della larghezza di banda e gli operatori delle telecomunicazioni vedono diminuire il ritorno sugli investimenti, questo solleva anche la questione di chi pagherà per la prossima generazione di infrastrutture per la connettività", ha aggiunto.

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Claudia Cristoferi)