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Truffe online: l’illusione del lavoro che arriva via mail

Davide Mazzocco

La truffa online è liquida, elastica, proteiforme. Vecchia come il web, sa cambiare forma al mutare del contesto sociale, delle esigenze collettive, dell’“alfabetizzazione” informatica di chi deve essere truffato.

L’unico dato immutabile è il desiderio di fare soldi. Prima, nell’età delle vacche grasse, funzionava il pishing fatto di concorsi a premi, finte mail della banca o bollette. Lo spam era selvaggio, una rete lanciata nella Rete, per far finire qualcuno impigliato nelle maglie strette dell’avidità.

Poi c’è stata la crisi. La gente ha impiegato un po’ di anni per capire che i “soldi facili” sono appannaggio di pochi, spesso disonesti, eletti. I soldi si fanno con il lavoro, dunque i tecnobalordi si adeguano e promettono un posto di lavoro, molto spesso con un impiego facile, facile, casalingo e ben remunerato.
Da qualche tempo a questa parte uno dei mittenti più gettonati è tale Marco Iannone della Nuova Consulenze Srl, azienda sul mercato dal 2008 nel settore della consulenza finanziaria e della gestione dei rischi. Come direbbe Don Vito Corleone (altro soggetto facente parte del settore), l’offerta di Iannone è di quelle che non si possono rifiutare: un posto da coordinatore finanziario, con tanto di assistenza dentale, sanitaria e orari flessibili. Insomma, la manna dal cielo in questa epoca di vacche magre.

Peccato che la Nuova Consulenze Srl sia una scatola vuota, uno scenario di cartapesta per una rappresentazione truffaldina. Il sedicente Iannone spara nel mucchio: fra tanti, qualcuno che avrà diffuso nel web curricula a raffica ci sarà e, pervenuto l’invito via mail, magari deciderà di tentare. Chi truffa, in fondo, non ha nulla da perdere e, per il calcolo delle probabilità, imbattersi in qualcuno disposto a tentare la carta del lavoro a domiciclio non è così difficile.

Il responsabile delle risorse umane, d’altronde, non ha grandi pretese: gli è sufficiente che siate residenti In Italia, maggiorenni e abbiate Internet, telefono ma soprattutto un bel conto corrente. Se non ce l’avete anche Pay Pal può andar bene lo stesso.
 
Una volta ottenuto il vostro (finto) contratto da consulente finanziario potrete cominciare il vostro (finto) lavoro che consisterà nel far transitare sul vostro (vero) conto corrente denaro ottenuto oltre i confini dell’Unione Europea. A voi dovrebbe spettare un 10%, ma non è detto che vi venga accreditato. Mentre è molto facile che a svegliarvi da questo (finto) sogno arrivi un giorno la polizia postale.

Oltre a Iannone il sito Anti-Pishing Italia mette in guardia anche da Marco Rucci di Prima-It Srl, oppure da Jct-Consulting, da Consulenze più Srl, da Marco Cerrutto di New Consulting e da UTS Logistics GmbH che dopo aver riscosso grandi successi in Germania e Olanda ha deciso di sbarcare anche in Italia. Tutti nomi inventati di personaggi inesistenti, di società fittizie nate per speculare sull’ingenuità e la buona fede altrui.

Con un po’ di attenzione, però, i truffatori possono essere facilmente smascherati. Come? Per esempio compiendo una ricerca su Internet per verificare se la società esista davvero, diffidando di chi ha una mail generica, invece, di un indirizzo di posta con dominio societario. Anche chi non ha un recapito telefonico non dà grande affidabilità. In questi casi gli indizi della truffa sono tanti e molto evidenti: un’“assunzione” senza colloquio conoscitivo è altamente sospetta, così come una comunicazione  gestita interamente su Internet. La cosa migliore è spedire direttamente nel cestino le mail in arrivo da chi non avete mai visto, né sentito prima. Più di tante regole basta solo un po’ di buon senso.