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Unicredit alza guidance utile 2024, titolo ai massimi 13 anni

Il logo UniCredit su uno smartphone

ROMA (Reuters) - Unicredit ha chiuso il primo trimestre con risultati sopra le attese e ha rivisto al rialzo sia la guidance sull’utile netto per il 2024, aumentata ad oltre 8,5 miliardi, sia quella sulladistribuzione agli azionisti.

La Borsa ha salutato questi risultati e le migliorate prospettive per l'anno premiando il titolo che è in rialzo del 3,2% dopo aver toccato il massimo da agosto 2011 a 36,05 euro.

Jefferies annota che "l'utile netto è stato superiore del 20% rispetto al consensus con tutti i settori chiave sopra le attese" mentre nel suo daily Equita scrive che la banca guidata da Andrea Orcel "conferma un'eccellente gestione dei costi operativi".

I primi tre mesi dell'anno si sono chiusi con un utile pari a 2,6 miliardi, sopra i 2,3 miliardi del consensus fornito dall'azienda e in crescita di circa il 24% rispetto al primo trimestre del 2023.

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Anche i ricavi netti, pari a 6,3 miliardi, sono superiori al consenso di 5,94 miliardi e in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, con net interest income pari a 3,6 miliardi e commissioni per 2,1 miliardi.

Il costo del rischio è definito nella nota della banca "molto basso" pari a 10 pb, mentre l’accantonamento delladistribuzione per 2,6 miliardi è stato più che compensato dalla continua forte generazione organica di capitale per 3,4 miliardi.

UniCredit ha detto che quest'anno avrebbe eguagliato la distribuzione. L'aver fissato un obiettivo di payout del 90% per il 2024 suggerisce che la banca si aspetta che l'utile netto arrivi a circa 9,6 miliardi di euro o che pagherà parte delle sue riserve di capitale in eccesso.

Il Cet1 ratio è salito al 16,2% dal 15,9% alla fine dello scorso anno, superando le aspettative. Le attività ponderate per il rischio si sono ridotte nel trimestre, in parte a causa della riduzione dei prestiti, ma anche per le operazioni di trasferimento del rischio che la banca effettua per liberare capitale.

Orcel, ex Ubs arrivato in UniCredit nel 2021, si è concentrato su attività che massimizzano i rendimenti del capitale impiegato, garantendo pagamenti interessanti agli azionisti soprattutto attraverso buyback.

Rispondendo durante una intervista stamani a una domanda su un potenziale interesse di Unicredit per lo spinoff annunciato giorni fa dal partner Azimut holding, il banchiere si è limitato a rispondere che la società di Pietro Giuliani è un partner eccellenti ma che farà quello che vorrà fare.

(Stefano Bernabei, editing Francesca Piscioneri)