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Verso picco inflazione: cinque domande per Bce

L'edificio della Banca centrale europea (Bce) a Francoforte

LONDRA (Reuters) - La Banca centrale europea si riunirà giovedì prossimo e sembra destinata a rallentare il ritmo aggressivo dei rialzi dei tassi di interesse, dato che le pressioni inflazionistiche mostrano finalmente segni di attenuazione.

Da luglio la Bce ha aumentato i tassi di 200 punti base (bps), il ritmo più veloce mai registrato, per contenere l'inflazione.

Il rallentamento del ritmo di rialzo dei tassi potrebbe essere imminente, ma la banca centrale è ben lungi dall'aver terminato il proprio compito e i mercati vogliono capire dove si attesterà il tasso sui depositi, attualmente all'1,5%.

"I banchieri centrali continueranno a sembrare 'hawkish' e aggressivi perché vogliono che le aspettative di inflazione rimangano ancorate", ha detto Frederik Ducrozet di Pictet Wealth Management.

Ecco cinque domande chiave sui mercati.

1/ Cosa farà la Bce giovedì?

I mercati si aspettano un incremento dei tassi di 50 punti base dopo due rialzi consecutivi di 75 punti base, che rallenterebbe il ritmo della stretta.

Tuttavia, è probabile che la Bce mantenga un atteggiamento 'hawkish' e gli investitori cercheranno anche indizi sulla direzione del tasso sui depositi.

I prezzi del mercato monetario suggeriscono che i tassi raggiungeranno il picco a giugno 2023, intorno al 2,7%, ma alcuni ritengono che questo finirà per essere più alto perché le pressioni di fondo sui prezzi rimangono elevate e perché la politica fiscale espansiva potrebbe incrementare l'inflazione.

Gli economisti di Deutsche Bank vedono il tasso terminale al 3%, con rischi al rialzo.

"Dobbiamo accettare che il futuro percorso dei tassi è un processo di scoperta per i mercati e le banche centrali", ha detto Francis Yared di Deutsche Bank.

2/ L'inflazione della zona euro sta raggiungendo il picco?

L'inflazione generale è rallentata a novembre per la prima volta in un anno e mezzo, attestandosi al 10% e facendo sperare che la crescita vertiginosa dei prezzi sia cessata.

Tuttavia, l'inflazione rimane al di sopra del target del 2%. La presidente della Bce Christine Lagarde sarà probabilmente cauta nel definire un picco dopo il "grave errore" dello scorso anno di insistere sul fatto che l'impennata dei prezzi fosse "transitoria", ha detto Ducrozet di Pictet.

Escludendo i beni alimentari, il carburante, l'alcol e il tabacco, l'inflazione è al 5% e le pressioni rimangono elevate. Il capo economista della Bce Philip Lane ritiene che i salari saranno il "motore principale" dell'inflazione dei prezzi anche dopo che gli shock dei prezzi dell'energia si saranno attenuati.

3/ La Bce parlerà di Qt?

Probabilmente sì. Il modo in cui ridurre le quantità di titoli governativi a bilancio, in quello che in gergo tecnico è noto come quantitative tightening (Qt), è una elemento chiave del discorso di politica monetaria della Bce.

La Bce potrebbe offrire alcune indicazioni su come il Qt si applicherà al proprio programma di acquisto di asset da 3,3 miliardi di euro e probabilmente sarà sollecitata a fornire dettagli in merito.

"È molto probabile che si inizi a febbraio con un reinvestimento parziale simile a quello della Fed", ha detto Patrick Saner di Swiss Re.

Le vendite attive di obbligazioni dovrebbero essere escluse per il momento.

4/ La Bce pensa che la recessione sarà poco profonda?

I dati sull'attività economica, seguiti con attenzione, indicano una lieve recessione e le ultime previsioni dovrebbero mostrare il parere della Bce sul prossimo rallentamento.

A settembre la banca ha previsto una crescita della zona euro dello 0,9% nel 2023, con un downgrade significativo rispetto alle previsioni di giugno.

Reinhard Cluse, capo economista europeo di Ubs, si aspetta che la Bce riduca le proprie previsioni a un incremento dello 0,5% per il prossimo anno, con "la valutazione che stiamo chiaramente rallentando e che potrebbero verificarsi due trimestri di crescita negativa, ma è improbabile che una profonda recessione sia lo scenario principale".

5/ I banchieri della Bce sono divisi sulle prospettive, cosa significa?

Philip Lane e Isabel Schnabel, che guidano il dibattito economico in seno al Consiglio direttivo Bce, hanno recentemente espresso pareri contrastanti.

Lane ritiene che la crescita record dei prezzi inizierà a diminuire l'anno prossimo. Schnabel sostiene che più a lungo si lascia che l'inflazione rimanga elevata, maggiore è il rischio che questa si radichi.

Lagarde potrebbe essere sollecitata a esprimere il proprio parere sul conflitto tra i due banchieri centrali. Si potrebbe ottenere una soluzione di compromesso.

"Con le colombe che tornano a farsi sentire, ci troviamo di fronte a un periodo in cui i falchi non saranno gli unici a cercare di guidare la politica monetaria, il che significa che assisteremo a maggiori compromessi", ha detto Piet Haines Christiansen, analista capo di Danske Bank.

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Stefano Bernabei)