Annuncio pubblicitario
Italia markets closed
  • Dow Jones

    39.863,20
    +56,43 (+0,14%)
     
  • Nasdaq

    16.814,64
    +19,76 (+0,12%)
     
  • Nikkei 225

    38.946,93
    -122,75 (-0,31%)
     
  • EUR/USD

    1,0859
    -0,0002 (-0,02%)
     
  • Bitcoin EUR

    64.330,95
    +677,26 (+1,06%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.515,39
    +26,85 (+1,80%)
     
  • HANG SENG

    19.220,62
    -415,60 (-2,12%)
     
  • S&P 500

    5.317,14
    +9,01 (+0,17%)
     

Wang Yi (Cina): aumento dazi Usa segno debolezza, qualcuno "sta perdendo la testa"

Il Segretario di Stato americano Blinken in visita in Cina

PECHINO (Reuters) - La decisione degli Stati Uniti di aumentare le tariffe sui beni cinesi è un segno di debolezza, non di forza, e dimostra che alcuni a Washington probabilmente "stanno perdendo la testa".

Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, esprimendo commenti insolitamente schietti.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato ieri un forte incremento dei dazi sulle importazioni cinesi, tra cui batterie per veicoli elettrici (Ev), chip per computer e dispositivi medici, rischiando una impasse con Pechino nell'anno delle elezioni.

La Cina ha promesso risposte immediate.

ANNUNCIO PUBBLICITARIO

"Questa è la più tipica forma di bullismo al mondo! Dimostra che alcune persone negli Stati Uniti hanno raggiunto il punto in cui perdono la testa per mantenere la propria egemonia unipolare", ha detto Wang Yi, secondo un comunicato diramato dall'emittente statale Cctv.

"Il soffocamento della Cina da parte degli Stati Uniti non dimostra che gli Stati Uniti sono forti, ma piuttosto che hanno perso la fiducia in se stessi e sono fuori controllo".

La mossa degli Stati Uniti, invece di ostacolare lo sviluppo della Cina, stimolerà i suoi 1,4 miliardi di cittadini a lavorare di più, ha detto Wang.

"In questo momento critico di ripresa economica globale, la comunità internazionale dovrebbe avvertire gli Stati Uniti di non causare nuovi problemi al mondo", ha aggiunto.

Biden ha detto che la Cina probabilmente aumenterà a sua volta le tariffe come ritorsione, forse su prodotti non correlati, ma ha affermato che è improbabile che la mossa porti a un conflitto internazionale.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Gianluca Semeraro)