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È Stata la Paura per l’Aumento dell’Inflazione ad aver Spaventato il Mercato Ieri

Marco Bernasconi
·6 minuto per la lettura

Nell’ultima sessione a Wall Street, l’SP 500 è sceso del -0,03%. L’Indice principale indicatore della tecnologia, il Nasdaq, ha perso il -0,58%. Invece l’indice che raggruppa i titoli industriali, il Dow Jones, è salito dello 0,3% a 31.613,02, secondo record storico consecutivo in due giorni.

Il risultato è stato dovuto in gran parte a Verizon Communications e Chevron, che sono finiti al centro dell’attenzione dopo che Warren Buffett ha comunicato di aver compiuto nuovi importanti investimenti in questi due titoli nella seconda metà dello scorso anno.

Ieri è sceso anche l’indice che raggruppa i titoli delle piccole imprese, il Russell 2000 ha registrato un – 0,7% chiudendo a 2.256,11.

I titoli energetici hanno beneficiato del tempo incredibilmente gelido che colpisce usualmente gran parte degli Stati Uniti in questo periodo dell’anno e i loro prezzi sono saliti.

Come indico da giorni, oramai continua a salire il prezzo del petrolio che ha guadagnato 56 centesimi arrivando a 61,70 rispetto a 61,14 dollari al barile del giorno prima.

I settori del S&P 500 che sono stati maggiormente acquistati nell’ultima sessione di borsa sono stati:

  • Energetico

  • Beni non di prima necessità

  • Communication Services

I settori del S&P 500 che sono stati maggiormente venduti nell’ultima sessione di borsa sono stati:

  • Materials

  • Industriali

  • Information Technology

L’aumento dell’inflazione è attualmente lo spauracchio dei mercati e i forti dati sulle vendite al dettaglio sono sembrati rafforzare la percezione che l’inflazione stia aumentando.

Un aumento dell’inflazione era perlopiù atteso dopo l’approvazione del piano Biden.

Il fatto che anche prima che il piano dell’amministrazione Biden sia approvato salgano le preoccupazioni sull’aumento dell’inflazione sulla base di altri dati fa un po’ preoccupare gli investitori adesso.

Il rendimento del Treasury a 10 anni è rimasto stabile all’1,28%, vicino al massimo dell’ultimo anno. Anche l’aumento dei rendimenti obbligazionari ha sollevato preoccupazioni circa il potenziale di una maggiore inflazione, ma non sottovalutiamo che questo dato è ambivalente e indica soprattutto che la prospettiva di crescita economica rimane buona.

I tassi obbligazionari sono aumentati sulle aspettative che i recuperi post pandemia faranno salire l’inflazione, e questo ha frenato l’entusiasmo sugli acquisti, provocando prese di beneficio sul mercato.

Il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha comunicato ieri che i prezzi all’ingrosso sono aumentati ad un livello record dell’1,3% a gennaio.

I settori più inflazionati sono stati l’assistenza sanitaria e il prezzo dell’energia.

L’incremento ha sorpreso gli analisti ed è stato il più alto dal 2009.

Sottolineando i segni di ripresa, il Dipartimento del Commercio ha detto che le vendite al dettaglio degli Stati Uniti sono salite del 5,3% a gennaio dal mese precedente, il più grande aumento registrato da giugno e molto più grande delle previsioni.

Perché l’aumento dell’inflazione può danneggiare i mercati?

Perché questo potrebbe portare la Federal Reserve a ripensare la sua attuale politica di mantenere i tassi di interesse a livelli bassissimi.

Ieri sono stati resi noti i verbali della riunione politica di gennaio della Fed, i quali hanno mostrato che la banca centrale ritiene che la pandemia ponga ancora notevoli rischi per l’economia.

I verbali riflettono comunque il sostegno diffuso dei funzionari della Fed di mantenere i tassi di interesse bassi fino almeno al 2024, al fine di stimolare l’economia e aiutare milioni di americani a recuperare i posti di lavoro andati persi

I livelli dei 3 maggiori indici americani dopo l’ultima sessione di borsa sono:

  • L’S&P 500 è sceso di 1,26 punti a 3.931,34 per un -0,03%.

  • Il Dow Jones ha guadagnato 90,30 punti, o +0,29%, chiudendo a 31.613,00.

  • Il Nasdaq è sceso di 82 punti, o -0,58%, a 13.965,50.

Sempre dai verbali resi noti ieri relativi all’ultima riunione della FED di gennaio si legge che il presidente Jerome Powell ha avvertito che l’inflazione potrebbe accelerare per un certo periodo nei prossimi mesi, man mano che il paese riaprirà all’economia.

Ma lui e molti altri economisti indipendenti ritengono che questo sarà solo un aumento temporaneo e non un segno che l’inflazione sta andando fuori controllo.

L’aumento del dato del mese di gennaio nelle vendite al dettaglio è stato attribuito in gran parte al fatto che gli americani hanno ricevuto 600 dollari alla fine di dicembre e all’inizio di gennaio, come ultimo atto dell’amministrazione Trump.

Il dato dimostra che gli americani colpiti dalla recessione sono però desiderosi di spendere per le loro necessità, e non stanno risparmiando i fondi ricevuti.

Ricordiamo invece che questo avrebbe dovuto essere l’obiettivo dello stimolo.

Questo però significa potenzialmente che un ulteriore stimolo, se il piano da 1.900 miliardi di dollari di Biden venisse approvato così come è stato proposto, questa volta l’assegno che verrebbe inviato praticamente ad ogni americano sarebbe di 1.400 dollari.

Questo fornirà quasi certamente la spinta necessaria all’economia per riprendersi.

I titoli al centro dell’attenzione nel bene e nel male nel mercato dopo l’ultima sessione di borsa sono stati:

  • Tesla Inc +0.24%

  • Apple Inc -1.76%

  • Amazon.com Inc +1.21%

  • Riot Blockchain Inc +30.92% vi ricordo che questo titolo è da tempo all’interno della nostra tabella dei migliori titoli USA. Attualmente chi ha seguito la mia indicazione guadagna +271,48%.

  • Microsoft Corp +0.21%

  • Shopify Inc -3.32%

  • Ehang Holdings Ltd Ads +67.88% attenzione a questa new entry. Per conoscere i corretti di livelli di ingresso e non sbagliare il timing contattatemi. lo trovate da oggi nella nostra tabella dei migliori titoli USA

  • Nvidia Corp -2.77%

  • Palantir Technologies Inc Cl A -2.73%

  • Nio Inc -3.22%

I corsi azionari in Asia ieri sono stati misti/negativi, influenzati da una sessione ugualmente incerta a Wall Street.

Le chiusure dei mercati asiatici di questa mattina:

  • Il Kospi della Corea del Sud è sceso del -1,50% a 3.086,66.

  • Il Nikkei 225 del Giappone è sceso del -0,20% a 30.236,09.

  • L’S&P/ASX 200 dell’Australia invariato a 6.885,90.

  • L’Hang Seng di Hong Kong è sceso del -1,20% a 30.725,47.

  • Lo Shanghai Composite ha guadagnato il +0,60% a 3.678,11.

Queste comunicazioni sono da ritenersi non personalizzate, ma pensate scritte ed inviate ad un pubblico indistinto. L’esecuzione di investimenti, posti in essere dovranno essere fatti sotto la supervisione di un professionista di vostra fiducia iscritto all’apposito Albo, saranno quindi a vostro completo rischio, non assumendo l’autore alcuna responsabilità al riguardo. L’operatività descritta è proposta in maniera teorica e allo scopo formativo nei mercati finanziari ed è quindi esclusivamente divulgativo e non costituisce stimolo all’investimento e/o consulenza finanziaria.

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This article was originally posted on FX Empire

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