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Prescrizione, Italia Viva: "Pronti a sfiduciare Bonafede"

(foto Thomas Frey/picture alliance via Getty Images)

Non usa mezzi termini Teresa Bellanova, capodelegazione di Italia Viva a Palazzo Chigi: "Se il governo insiste sulla prescrizione così com'è, sì rischia", dice a Giovanni Minoli su Radio1. La ministra delle Politiche agricole spiega che "la mediazione di Conte non basta".

In questo senso Italia viva sarebbe pronta a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Bonafede se il governo cercherà di fare approvare il lodo "Conte-bis" con la fiducia.

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Secondo fonti del partito di Matteo Renzi "dopo che per tre giorni gli spin del Pd avevano spiegato che Renzi era nell’angolo, oggi emerge la verità: quel che resta della maggioranza non ha ancora deciso che cosa fare sul Lodo Annibali".

"Italia Viva non indietreggia", prosegue Iv. "Pertanto se ci sarà la richiesta di un voto di fiducia sul governo, Italia Viva rilancerà sulla mozione di sfiducia a Bonafede. La mozione verrà presentata al Senato dove Renzi è convinto di portare tutti i voti di IV, tutti quelli delle opposizioni (difficile ipotizzare il soccorso azzurro proprio sulla giustizia) e qualcuno anche del Pd. A quel punto il ministro Bonafede sarebbe costretto a dimettersi".

"Noi non molliamo nemmeno di un centimetro", spiega Renzi ai suoi, che riunisce stasera a Palazzo Giustiniani. "Dicono che io mi fermo per aspettare le nomine. Si vede che non mi conoscono".

Prescrizione, è scontro nella maggioranza

Il 1° gennaio 2020 è entrata in vigore la riforma della prescrizione, contenuta nel ddl Anticorruzione approvato lo scorso anno e meglio noto come "Spazzacorrotti". Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio del 2019, prevedeva che le nuove norme entrassero in vigore non prima dell'anno successivo. Questo perché nella trattativa dell'allora maggioranza gialloverde la Lega ottenne un anno di tempo per mettere a punto una riforma complessiva del diritto processuale penale e civile, così da stabilire una durata massima per i processi. Riforma che tuttavia non ha ancora visto la luce.

Ora, con il governo Conte bis, la riforma della prescrizione è diventata terreno di scontro tra le principali forze di maggioranza che, prima delle parole di Renzi, sembravano aver trovato un accordo attraverso il lodo "Conte bis" (dal proponente Leu Federico Conte). Ma facciamo un passo indietro...

Che cos'è la prescrizione

La prescrizione è una causa di estinzione del reato. Più semplicemente si tratta della data di scadenza di un reato: quando la prescrizione scatta "scade" anche il processo che si conclude con proscioglimento dell'imputato per intervenuta prescrizione.

Il termine si calcola sulla base del massimo della pena previsto nel Codice penale, ed è proporzionato alla gravità del reato. Ciò fa sì che si eviti di celebrare processi quando lo Stato non ha più interesse a punire il fatto e a reinserire il reo, essendo trascorso troppo tempo. Gli unici reati a non cadere in prescrizione sono quelli puniti con l'ergastolo.

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La riforma Bonafede

La riforma Bonafede, in vigore dal 1° gennaio 2020, sostenuta dal M5S e approvata all'inizio del 2019 ai tempi della maggioranza gialloverde, prevede il blocco della prescrizione penale dopo la sentenza di primo grado sia essa di assoluzione o di condanna. Non cambiano invece i termini di prescrizione: continueranno a decorrere "per il reato consumato, dal giorno della consumazione e per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l'attività del colpevole". Cambia invece la norma per il reato "continuato", ovvero più azioni ed omissioni compiute dalla stessa persona in esecuzione di un disegno criminoso. In questo caso la prescrizione inizierà a decorrere dal giorno in cui è cessata la continuazione, mentre prima decorreva dal giorno in cui si esauriva la singola condotta illecita.

La posizione delle forze politiche

In seno alla maggioranza è a favore della riforma che sospende la prescrizione dopo il processo di primo grado il M5S, mentre il Partito Democratico insiste sulla proposta di riformare la prescrizione soltanto con garanzie sulla durata dei processi, introducendo termini di durata massima per le fasi di Appello e Cassazione. In particolare il Pd punta allo stop della prescrizione, ma solo fino a due anni dopo la sentenza di primo grado e la ripresa del conteggio ad Appello concluso. Di riforma "giustizialista e populista" parla invece Italia Viva di Matteo Renzi che punta al ritorno della riforma Orlandi.

E’ contraria alla riforma Bonafede Forza Italia che, attraverso il ddl Costa, ne ha richiesto la cancellazione. Schierati con FI anche Lega e Fratelli d'Italia, che hanno votato a favore del ddl Costa in Commissione di Giustizia

Accordo trovato con il lodo Conte bis nel Milleproroghe?

La proposta che alla fine ha trovato d’accordo tre partiti su quattro della maggioranza di governo (Pd, M5S e Leu) è quella del deputato di Leu Federico Conte che stabilisce una distinzione tra condannati e assolti con lo stop del decorrere della prescrizione solo per i primi. Il "lodo Conte bis" prevede dunque lo stop dei termini di prescrizione solo per i condannati. Inoltre chi viene assolto in secondo grado può recuperare i termini rimasti bloccati. Invece se la condanna in primo grado viene confermata anche in Corte d'Appello resta in vigore l'interruzione della prescrizione. In queste ore si lavora per inserire il lodo Conte bis nel decreto Milleproroghe o con un altro provvedimento d'urgenza.

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La posizione di Italia Viva

Italia Viva chiede il rinvio di un anno, a gennaio 2021, della riforma sulla prescrizione. Dunque, il lodo Annibali da votare alla Camera, nel decreto Milleproroghe, oppure il ritorno della legge del forzista Enrico Costa, che cancellerebbe totalmente la riforma di Bonafede.