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Borsa Milano in lieve rialzo dopo sbandata Turchia, deboli banche, corre Webuild

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L'ingresso principale della Borsa di Milano

MILANO, 22 marzo (Reuters) - Indici in lieve rialzo nella prima seduta della settimana a Piazza Affari dopo un temporaneo sbandamento iniziale legato alla forte svalutazione della lira turca in seguito alla decisione del presidente Tayyip Erdogan di sostituire il governatore della banca centrale. Crolla la borsa azionaria turca con una flessione dell'8,5%.

"Il mercato ha sbandato stamani, ma poi ci si è resi conto che l'impatto è limitato", osserva un trader.

Lo spread del rendimento fra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si muove intorno ai 98 punti base, appena sopra la chiusura di venerdì.

Tra i titoli in evidenza:

Vendute le banche, che comunque sono in recupero dai minimi di seduta, con Unicredit che cede lo 0,5% per via dei timori legati alla sua esposizione alla Turchia. Nei primi scambi stamani era scivolata fino a -1,8%. In Europa va decisamente peggio la spagnola Bbva che arretra del 6% perché realizza circa il 14% dei suoi profitti in Turchia, con un incremento dell'utile netto realizzato nel Paese di oltre l'11% nel 2020.

Continua a scendere anche Bper(-2,1%), già debole venerdì dopo le parole di Carlo Cimbri, Ceo di Unipol, principale azionista della banca modenese, che aveva raffreddato le ipotesi di una fusione con Banco Bpm. Sale invece Banco Bpm (+0,8%) dopo un avvio in sordina. Mediobanca Securities ritiene che l'M&A sia "il tema principale in Italia per quasi tutte le banche di medie dimensioni, inclusa Bper. Vediamo una potenziale fusione fra Bper e Bpm creare benefici a tutte le parti coinvolte da un punto di vista industriale e finanziario".

Nel settore auto in spolvero Ferrari con un balzo del 3,5%. "Il titolo si sta risollevando dopo un periodo di negatività", osserva un trader.

Tonica Stm che balza di poco meno del 2% sulla scia del rialzo di Infineon, entrato nell'indice Stoox50 al posto di Nokia.

Stabile Telecom Italia dopo il tonfo di venerdì per l'incertezza legata al progetto di rete unica.

In rallentamento il settore energetico in scia al calo del prezzo del petrolio su timori che le nuove misure restrittive in Europa per arginare la pandemia rallentino la ripresa della domanda. Eni cede lo 0,5%, Saipem, che si è aggiudicata un contratto da oltre 1 miliardo di dollari in Qatar, arretra dello 0,7%.

Balza di quasi il 6% Webuild dopo aver annunciato stamani i conti sul 2020 e dato nuove indicazioni per il 2021. Secondo il broker Equita, "i risultati operativi sono sotto le attese ma coerenti con la guidance, ma la posizione finanziaria netta è migliore delle attese".

Soffre la Juve(-0,9%) dopo la sconfitta casalinga con il Benevento e la corsa per lo scudetto sempre più difficile.

Fra i minori strappa Seri in crescita del 7% dopo l'accordo pluriennale industriale e commerciale con Unilever.

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Sabina Suzzi)