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Greggio in rialzo di quasi 3 dlr su raid Usa in Iraq

di Bozorgmehr Sharafedin
Alcuni membri delle milizie irachene fuori dal complesso che ospita l’ambasciata statunitense nella capitale in seguito all'assedio dell'edificio ad opera di migliaia di manifestanti

di Bozorgmehr Sharafedin

LONDRA (Reuters) - Le quotazioni del greggio balzano di quasi 3 dollari dopo che il generale iraniano Qassem Soleimani, capo dell'unità speciale Forza Quds, è stato ucciso in un attacco aereo degli Usa a Baghdad, suscitando timori di un'escalation delle tensioni nella regione e di un'interruzione delle forniture di petrolio.

Intorno alle 11,20, il Brent raggiunge 69,16 dollari al barile, massimo dal 17 settembre, prima di attestarsi a 69,10 dollari, in rialzo del 4,30%.

Il greggio leggero Usa (WTI) guadagna 2,52 dollari o il 4,12% attestandosi a 63,7 dollari al barile, dopo aver raggiunto 63,84 dollari al barile, massimo dall'1 maggio.

L'attacco all'aeroporto di Baghdad è costato la vita a Soleimani, artefice della crescente influenza militare dell'Iran in Medio Oriente, considerato un eroe da numerosi iraniani e sciiti nella regione.

Il leader supremo dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha annunciato che una dura vendetta attende i "criminali" che hanno provocato la morte di Soleimani.

"Prevediamo che scontri di livello da moderato a basso dureranno per almeno un mese e si limiteranno probabilmente all'Iraq", commenta Henry Rome, analista dell'Eurasia in Iran.

"L'Iran potrebbe inoltre ripristinare le pressioni sulla navigazione commerciale nel Golfo e lanciare esercitazioni militari per interrompere temporaneamente il trasporto", aggiunge Rome.

L'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad esorta intanto tutti i cittadini americani a lasciare immediatamente il Paese alla luce dell'acuirsi delle tensioni.

"Con un'ulteriore escalation che rimane una possibilità concreta, potremmo vedere i mercati mantenere almeno un premio di rischio", si legge in una nota di JBC Energy, società di ricerca nel settore degli idrocarburi.

L'Iraq, il secondo maggiore produttore dell'Opec, esporta circa 3,4 milioni di barili di greggio al giorno.

Nel frattempo la Bielorussia ha fatto sapere che la Russia ha interrotto le forniture di petrolio alle sue raffinerie.

I prezzi del petrolio sono stati sostenuti anche dalla banca centrale cinese che due giorni fa ha annunciato che taglierà il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche, iniettando circa 800 miliardi di yuan in fondi a sostegno di un'economia in rallentamento.


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