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Le trimestrali USA rincuorano i mercati, ma a est soffiano venti di guerra

·3 minuto per la lettura

Mentre negli USA le trimestrali fanno sorridere gli azionisti, da altra parte del mondo si prepara la guerra fredda dei prossimi decenni e questo agita i mercati, li rende nervosi e non fa dormire sonni tranquilli gli investitori.

I conti societari delle quotate negli USA hanno presentato guadagni soddisfacenti e questo ha regalato agli indici azionari nuovi massimi, con l’81% delle aziende dell’indice S&P 500 che hanno battuto le stime degli analisti. Ma le incognite sulla pandemia restano come le restrizioni in alcuni paesi stanno a testimoniare.

Secondo gli analisti di GAM, riportato nel loro ultimo articolo Micro vs Macro, “le preoccupazioni generate dalle notizie macroeconomiche e dai timori di stagflazione hanno soltanto brevemente offuscato il movimento al rialzo dei mercati, senza al momento intaccarlo. La correzione di settembre, infatti, è stata rapidamente riassorbita con l’inizio della pubblicazione degli utili societari.

Ora, però, GAM Investments suggerisce di apportare delle modifiche alla “guidance” per il prossimo anno.

I problemi che restano riguardano la catena di approvvigionamento che stanno aumentando i costi di produzione. Gli azionisti, però, pare che siano tranquillizzati dal fatto che “e le società, nella gran parte dei casi, siano in grado di trasferirli sui consumatori, aumentando i prezzi e mantenendo inalterati i margini di profitto”. Questo, ovviamente, fino a quando i consumatori saranno capaci di supportare gli aumenti, poi eviteranno gli acquisti e i profitti si ridurranno comunque, fanno notare ancora gli analisti.

“Il minor potere di acquisto potrebbe determinare in un secondo tempo una riduzione dei consumi e rendere più prolungato il rallentamento dell’economia”.

Timori legati alla pandemia

Gli investitori, dicono gli analisti di Gam Investments, sembrano avere digerito le paure legate alla pandemia e non sono spaventati dal significativo rialzo della curva epidemiologica in Russia, Regno Unito e altri paesi.

Sono piuttosto convinti che più che attraverso nuove restrizioni, adesso si agirà impegnandosi maggiormente sulla campagna vaccinale. E questo perché ora gli strumenti per combattere il virus ad armi pari c’è.

La nuova cortina di ferro

Sollevando lo sguardo verso l’orizzonte, proviamo a osservare cosa accade sul piano geopolitico.

Di recente la Cina ha sorpreso gli Stati Uniti riuscendo a compiere un test balistico con un razzo supersonico in grado di trasportare testate nucleari.

Mentre la Cina ha declassato l’evento a un test non legato a questioni militari e invitato gli USA a non inventarsi nemici immaginari, il fatto è che gli Stati Uniti non hanno un missile supersonico. Gli ultimi test sono falliti. Il braccio di ferro tra le due superpotenze è al momento non in equilibrio quindi.

Le prime risposte sono giunte attraverso l’India, la quale sta schierando contingenti militari di rinforzo lungo il confine nord con la Cina, tra il Tibet e il Bhutan. L’esercito indiano, nel tempo armato dagli USA, schiera non solo truppe sull’altopiano di Tawang, ma anche armi pesanti.

L’altopiano in passato è stato rivendicato dalla Cina, ma è sotto la giurisdizione dell’India.

E non bisogna dimenticare le pressioni della Cina nei confronti di Taiwan, dove le scorse settimane l’aviazione militare cinese ha compiuto una attività di addestramento per mettere sotto pressione le forze militari di Taiwan. Anche in questo caso sull’isola sono presenti unità di addestramento dei Marines statunitensi per preparare le truppe ad un eventuale sbarco di forze militari cinesi.

Tornando alle schermaglie tra India e Cina, queste vanno avanti dal 2020 e bisogna registrare che anche l’India sta mettendo a punto un suo missile balistico con gittata di 5 mila chilometri.

La nuova cortina di ferro pare essere in Asia.

This article was originally posted on FX Empire

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