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RES PUBLICA - Quirinale, primo compito di Renzi: tenere unito il Pd

Il premier Matteo Renzi. REUTERS/Alessandro Bianchi (Reuters)

di Paolo Biondi ROMA (Reuters) - La riunione dei gruppi parlamentari del Pd mercoledì mattina con Matteo Renzi è il primo appuntamento chiave per l'elezione del prossimo inquilino del Quirinale. Eppure sul tavolo della riunione ci sarà la legge elettorale e le riforme istituzionali. Ma, come nota Stefano Folli su Repubblica, Renzi dovrà dimostrare che tutto il Pd è pervaso da "una volontà politica di fondo. Una volontà che deve comprendere anche il nodo del Quirinale". Questo per dimostrare la forza del partito del premier come gruppo determinante nell'elezione del presidente della Repubblica nei confronti degli altri, a iniziare da Forza Italia e centristi e per finire con i grillini. Per questo va disinnescato quel pasticciaccio brutto della riforma fiscale con la depenalizzazione dell'evasione di somme che non superino il 3% del reddito imponibile, definita subito "salva Berlusconi". Renzi è già intervenuto per mettere una pezza alla svista, mercoledì dovrà fare il resto con i suoi gruppi giocando più di cesello e di fioretto che di mannaia, come è uso fare lui. E dovrà preparare il terreno alle prime liste di candidature per il Quirinale. Intanto continuano a girare le indicazioni più varie. Ieri Eugenio Scalfari ha indicato i "suoi" candidati, dividendoli in tecnici (Pier Carlo Padoan, Renzo Piano, Riccardo Muti, Elena Cattaneo, Sabino Cassese, Gustavo Zagrebelski, Umberto Eco) e politici (Romano Prodi, Walter Veltroni, Enrico Letta, Luigi Zanda, Piero Fassino, Pier Luigi Bersani). Dove, a parte qualche grossolano errore come quello di Letta non candidabile per limiti di età, spiccano le assenze: a iniziare da quelle di Giuliano Amato e del drappello dei cattolici come Sergio Mattarella e Pierluigi Castagnetti. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia