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Zona euro, economia a due marce: brilla settore servizi, male manifatturiero - Pmi

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Una moneta da un Euro

LONDRA (Reuters) - La crescita delle imprese della zona euro ha beneficiato di un'inaspettata accelerazione ad aprile, con il dominante settore dei servizi che ha visto un forte aumento dell'attività con i consumatori che hanno ignorato l'impennata dei prezzi.

Il settore manifatturiero, tuttavia, ha perso terreno a causa delle interruzioni nella catena di approvvigionamento legate alla pandemia, inasprite ulteriormente dall'invasione russa in Ucraina e dai nuovi lockdown in Cina.

L'indice Pmi flash Composite a cura di S&P Global, visto come un buon barometro dello stato complessivo di salute dell'economia, è balzato ad aprile a 55,8 punti da 54,9 a marzo, in contrasto con le attese di un calo a 53,9 punti di un sondaggio Reuters.

Qualsiasi lettura superiore alla soglia di 50 indica una crescita.

"Aprile ha visto un'economia della zona euro a due marce. Il settore manifatturiero si è avvicinato a uno stallo, a causa dei continui disagi di fornitura, dell'aumento dei prezzi e dei segni di minori investimenti data l'avversione al rischio innescata dalla guerra", ha detto Chris Williamson, chief business economist di S&P Global.

"Aprile ha anche visto il settore manifatturiero in sofferenza a causa di una transizione della domanda dai beni ai servizi, in seguito all'allentamento delle restrizioni pandemiche, in particolare attraverso un'impennata record nelle spese per viaggi e altre attività ricreative", ha aggiunto.

L'indice Pmi per il settore dei servizi è salito ad aprile a 57,7 punti, ai massimi di otto mesi e in rialzo dal 55,6 visto a marzo. La stima media in un sondaggio Reuters prevedeva un calo a 55,0 punti.

Invece, il Pmi manifatturiero è calato ai minimi di 16 mesi, a 55,3, dal 56,5 a marzo, anche se ha battuto le attese degli analisti per una flessione a 54,7 punti. L'indice della produzione, che contribuisce al Pmi composito, è scivolato a 50,4 da 53,1.

La crescita della domanda per beni manifatturieri è diminuita e l'indice dei nuovi ordini è scivolato a 51,4 da 53,7, ai minimi dai tempi della pandemia e suggerendo che non ci sarà una svolta imminente.

Al contrario, con la riapertura delle economie e il ritorno a un senso di normalità, la domanda dei servizi è aumentata nonostante l'incremento dei prezzi. L'indice delle nuove imprese è balzato a 56,4 da 54,2 a marzo.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Stefano Bernabei)

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