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Zona euro, imprese vedono forti pressioni inflazionistiche, salariali - sondaggio Bce

Nuvole sopra il cielo di Francoforte, davanti alla sede della Bce

FRANCOFORTE (Reuters) - Le imprese della zona euro continuano a vedere un'accelerazione delle pressioni inflazionistiche e di aumento dei salariali, anche se le prospettive di crescita complessiva diventano sempre più incerte.

E' quanto emerge da un sondaggio condotto dalla Banca centrale europea fra 71 grandi imprese.

Dati i timori per il costante aumento delle pressioni inflazionistiche, la Bce ha alzato ieri i tassi di interesse più del previsto e ha promesso ulteriori rialzi visto che anche le aspettative di inflazione a lungo termine crescono in modo preoccupante e sono pronte a superare il 2%.

"I contatti hanno continuato a segnalare un'elevata entità e/o frequenza di aumenti dei prezzi di vendita, in quanto le pressioni sui costi sono passate attraverso la catena del valore", scrive l'Eurotower.

L'aumento dei costi dell'energia e dei trasporti risulta il principale motivo di preoccupazione per la maggior parte delle imprese in un contesto che ha visto aumentare i prezzi anche della maggior parte dei materiali e dei componenti, ha aggiunto la Bce.

Sebbene Francoforte abbia finora minimizzato i timori per la crescita dei salari, "la maggior parte dei contatti ritiene che le pressioni salariali stiano aumentando gradualmente", ha rilevato la Bce dopo aver sentito 71 imprese non finanziarie a fine giugno.

"Circa tre quarti dei contatti si aspettano che le trattative salariali in corso o future porteranno ad una crescita dei salari più elevata nel 2023 rispetto al 2022, con la maggior parte dei contatti che colloca la crescita dei salari nel 2022 tra il 2% e il 4%".

I banchieri centrali temono che se l'inflazione si mantiene alta troppo a lungo, le imprese inizieranno ad adeguare le loro pratiche di fissazione dei salari, innescando una spirale salari-prezzi difficile da spezzare.

Nonostante prezzi e occupazione continuino a crescere, le imprese segnalano anche la caduta della fiducia dei consumatori, che alimenta timori per una recessione nell'ultima parte dell'anno.

Sebbene i risparmi delle famiglie restino elevati per il momento, è probabile che sentano sempre di più la perdita del potere di acquisto dovuta al forte rincaro dei prezzi dell'energia.

"È chiaro che ci sarebbero anche scenari al ribasso se le forniture di gas dovessero essere ulteriormente ridotte", ha concluso la Bce.

(Tradotto da Romolo Tosiani, editing Maria Pia Quaglia)

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