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5+1 mercati di frontiera dove investire è interessante nonostante criticità

·4 minuto per la lettura

Tra i mercati di frontiera, cioè quei mercati emergenti a maggiore crescita grazie ad una popolazione giovane e una condizione di maggior favore, ne possiamo individuare 5 che offrono un buon rapporto tra rischio e investimento.

L’investitore più propenso al rischio e alla scoperta di nuovi mercati esteri troverà in essi validi spunti per testare ampliamenti del portafoglio finanziario.

Mercati di frontiera asiatici: Vietnam

Secondo gli analisti di Gam, contattati dal Financialounge, il Vietnam mostra ancora un buon trend rialzista, infatti, le azioni denominate in dollari hanno guadagnato un +16% al 9 agosto 2021.

A favorire il Vietnam c’è ovviamente una manodopera che viene pagata poco, addirittura un terzo di quella cinese. Anche i consumi interni sono in crescita e molto si sta facendo per migliorare le infrastrutture. In aggiunta il rischio politico è molto basso, anche se resta una criticità per quanto riguarda la proprietà straniera, dove ancora rischia di essere danneggiata. Aspetto quest’ultimo che frena gli investimenti esteri.

Attenzione al forte legame con l’economia cinese alle prese con il default dell’immobiliare e le mancate liberalizzazioni economiche nel paese.

Mercati di frontiera in America Latina: Argentina

L’Argentina vive problemi strutturali che la pongono sempre in una condizione di rischio default, l’ultima volta nel 2018. Al netto dei suoi problemi sistemici, il mercato di frontiera cresce in modo interessante nel settore tecnologico, dove Mercado Libre e Globant hanno approfittato della pandemia per posizionarsi anche in altri paesi dell’America Latina. In particolare è stato eccezionale il balzo di Mercado Libre.

Il consiglio è di attendere le elezioni di novembre e di verificare quale sarà la politica del prossimo governo. Gam suggerisce di puntare sugli ADR (American depositary receipt) e non sulle azioni locali.

Romania tra i migliori in Europa

Tra i mercati di frontiera che troviamo in Europa, la Romania è quella che ha saputo crescere anche nel 2020. Nel mondo sono stati 6 i paesi a mettere un segno + davanti al Pil nell’anno nero della pandemia di coronavirus: Romania, Cina, Corea del Sud, Lituania, Cile, Australia.

Qui il dividend yield dell’azionario è del 7%. A favorire la crescita del paese la sua adesione nel 2007 all’Unione Europea: forse uno dei pochi paesi che ne hanno beneficiato appieno.

Nel tempo si è infatti ridotta la povertà del paese, ed è aumentato il reddito pro capite. Le criticità non mancano sul lato del deficit di bilancio, e la Romania dovrà fare di più per ridurlo in modo da aumentare la credibilità. Ma i 30 miliardi del Next Generation EU a cui accederà, dovrebbero dare una ulteriore spinta alla prosperità.

Torniamo in Asia: Pakistan

Il Pakistan è in crescita grazie anche al China Paksitan Economic Corridor che lega l’economia alla vicina Cina in modo sempre più stringente.

Le infrastrutture vengono rinnovate grazie proprio alla Cina e le rimesse dall’estero aiutano la bilancia commerciale. La disoccupazione resta però il punto dolente del paese. Anche la crescita demografica viene considerata un rischio, ma facciamo notare che in paesi dove non si fanno più figli, non si cresce più (anche la Cina sta correndo ai ripari).

La distanza tra Pakistan e USA ora è maggiore per i fatti in Afghanistan, tuttavia proprio l’Afghanistan potrebbe rappresentare per il Pakistan un partner commerciale dove creare nuovi sbocchi.

Arabia Saudita

Il paese mediorientale è visto stabilmente in positivo, l’Arabia Saudita ha messo in campo riforme che liberalizzano i viaggi e riducono le restrizioni nel tempo libero, mentre la riforma fiscale con l’introduzione dell’IVA permette al paese di sostenere gli investimenti non petroliferi. Sostegno agli investimenti che deriva anche dalla vendita da parte del governo di quote azionarie della società petrolifera Aramco.

L’Arabia Saudita deve diversificare i suoi asset nazionale e non può più contare solo sul petrolio, da questo dipende il futuro della nazione. Anche se le nazioni del petrolio stanno probabilmente tentando di fare “cartello” contro la transizione energetica a nostro avviso.

Il 5 + 1: la Cina

La Cina in questo frangente è pericolosa o rappresenta una opportunità di acquisto delle azioni con un forte sconto?

La crisi del comparto immobiliare non va per nulla sottovalutata, sono varie le società che non stanno ripagando le obbligazioni e hanno chiesto dilazioni.

L’azione del governo sulle società tecnologiche preoccupa. Basti vedere il tonfo del -17% di Lenovo ad Hong Kong dopo che le è stata bloccata la IPO a Shanghai.

In Cina, il consiglio è di puntare su quelle società che guardano al benessere comune, quelle che hanno come obiettivo la distribuzione del reddito in Cina. Questa, infatti, è la nuova politica dell’imperatore: Xi Jinping.

This article was originally posted on FX Empire

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