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ArcelorMittal, trim3 in rosso, vede calo domanda Europa peggiore del previsto

Steel rolls are lined up at the ArcelorMittal steel plant in Sestao

BRUXELLES (Reuters) - ArcelorMittal, il maggior produttore di acciaio al mondo, ha registrato la seconda perdita trimestrale consecutiva e ha tagliato le previsioni sulla domanda nei principali mercati statunitensi ed europei.

La società, che ha sede in Lussemburgo, ha dichiarato che il consumo globale di acciaio, compreso l'impatto delle variazioni delle scorte, crescerà dello 0,5-1,0% quest'anno, verso l'estremità inferiore della precedente guidance dello 0,5-1,5%.

Dopo aver subito una perdita netta di 539 milioni di dollari nel terzo trimestre - il secondo trimestre consecutivo in rosso - la società ha detto che ora si aspetta una riduzione della domanda di acciaio dagli Stati Uniti a causa della debolezza attuale del settore automobilistico e del rallentamento nella domanda di macchinari, sebbene l'edilizia non residenziale sia ancora in salute.

ArcelorMittal ha anche affermato che la contrazione della domanda di acciaio in Europa sarà peggiore del previsto a causa di un settore automobilistico stagnante e del rallentamento delle costruzioni.

In questi giorni il gruppo franco-indiano ha comunicato ai commissari l'intenzione di recedere dal contratto di acquisto della ex Ilva.

La società ha però migliorato le sue prospettive per l'ex Unione Sovietica e per la Cina, il più grande produttore e consumatore mondiale di acciaio. Tuttavia, ArcelorMittal spedisce quasi la metà del suo acciaio verso l'Europa, circa un quarto agli Usa e ha un volume d'affari trascurabile in Cina, sebbene quest'ultimo mercato influisca sui prezzi.

Il gruppo franco-indiano, che produce il 5% circa dell'acciaio globale, si aspetta che le proprie consegne rimangano stabili quest'anno, mentre prima aveva previsto un aumento costante su base annuale.

Il CEO Lakshmi Mittal ha dichiarato in una nota che ArcelorMittal aveva pronosticato un mercato difficile nel periodo luglio-settembre in quanto i prezzi bassi e gli alti costi delle materie prime hanno ridotto i margini.

L'indebitamento netto della società, parametro chiave per i mercati, è aumentato di 500 milioni di dollari a 10,7 miliardi. L'obiettivo è di portarlo sotto i 7 miliardi.

L'utile core (Ebitda) del terzo trimestre della società è stato di 1,06 miliardi di dollari, in rialzo rispetto alla previsione media apparsa da un sondaggio aziendale di 930 milioni.