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Armin Laschet, il candidato "scomodo"

·2 minuto per la lettura

Per la sua campagna elettorale Armin Laschet ha dovuto indossare i guantoni da box. Per davvero, quando ha fatto un'apparizione per le telecamere in un club sportivo di Francoforte; ma anche metaforicamente, visto che il sessantenne leader della Cdu candidato alla cancelleria ha dovuto lottare contro ogni tipo di avversità. Molte, in verità, provocate da se stesso.

Fin dall'inizio non è stato facile per il governatore del Nordreno-Vestfalia: ci sono volute lunghe contrattazioni prima che, questa primavera, fosse ufficializzata la sua candidatura, e anche in seguito in molti hanno continuato a chiedere che prendesse il suo posto il rivale della Csu Markus Söder.

Gaffe e passi falsi

E le voci contrarie si sono levate ancora più forti dopo la figuraccia fatta in occasione della visita alla sua regione dal presidente federale dopo le alluvioni. Durante il discorso di Steinmeier, che parlava delle gravissime perdite provocate dalle inondazioni, dei morti e dei dispersi, una telecamera ha ripreso Laschet mentre rideva e scherzava con i politici locali. Una gaffe che ha fatto risalire nei sondaggi il suo oppositore dell'Spd, il ministro delle finanze Olaf Scholz.

Non ha fatto un gran bene alla sua reputazione nemmeno la visita in Brandeburgo alla Gigafactory di Elon Musk, vicino a Berlino, accanto al Ceo di Tesla, il 13 agosto. Gli ambientalisti sono contrari a questo mega impianto che consuma enormi quantità d'acqua e Musk stesso aveva minimizzato la questione dell'impoverimento idrico della regione nella conferenza stampa in cui ne annunciava la costruzione.

Per non parlare dello scandalo provocato in piena pandemia quando la cancelleria del Nordreno-Vestfalia ha siglato un accordo con una casa di moda per la produzione di mascherine, su iniziativa del figlio di Laschet, Johannes, icona di stile e influencer sui social media.

Guadagnarsi la fiducia lavorando

Lui si difende facendo risalire la sua goffaggine alle sue origini umili, da figlio di minatore. È proprio quest'umiltà che ha sempre rivendicato come leader della Cdu: "In molti hanno una buona opinione prima di Angela Merkel, e solo in seconda battuta della Cdu - ha dichiarato -. Le ragioni della reputazione della cancelliera qui e a livello internazionale si possono riassumere in una parola: fiducia. Abbiamo bisogno di questa fiducia ora come partito, e questa fiducia non viene regalata, non viene ereditata, non è qualcosa che si può trasmettere. Bisogna lavorare per avere questa fiducia".

Infine, sostiene Laschet, la Germania non ha bisogno dell'amministratore delegato di un'azienda, ma del capitano di una squadra.

Durante la campagna elettorale, Angela Merkel e Markus Söder, il suo eterno rivale, l'hanno sostenuto pubblicamente. Resta il fatto che non c'è mai stato un reale entusiasmo per il candidato della Cdu alla cancelleria, cui si rimprovera anche la mancanza di carisma.

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