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Arriva in Italia il drone che ci farà viaggiare come su un taxi

·4 minuto per la lettura
Volocity/Volocopter (Photo: TOM ZIORA)
Volocity/Volocopter (Photo: TOM ZIORA)

L’annuncio a Huffpost lo dà Christian Bauer, chief commercial officer della società tedesca Volocopter: “Presenteremo il nostro aerotaxi VoloCity all’aeroporto di Roma dal 27 al 30 ottobre insieme ai funzionari del governo italiano e poi in centro città dal 2 al 5 novembre”. È la prima volta che arriva in Italia un drone in grado di trasportare persone. Per vederlo alzarsi in volo bisognerà aspettare il 2024, ma l’arrivo del prototipo è molto di più di una semplice esposizione. I test di volo sono stati già effettuati a Singapore e all’aeroporto di Helsinki. L’Italia si gioca con la Francia la possibilità di inaugurare in Europa quella mobilità aerea urbana che rappresenterà un modo diverso di viaggiare, ma anche un mercato continentale che arriverà a toccare quota 4,5 miliardi di dollari entro il 2030.

Si viaggerà su un piccolo elicottero a due posti con sopra diciotto rotori: alimentato da nove batterie al litio, si alzerà in cielo in verticale e sarà guidato in un primo momento da un pilota, poi da remoto. Una volta impostata la destinazione a bordo, il drone sarà pronto per il viaggio. Come su un taxi, da una parte all’altra della città, senza soste intermedie, a una velocità fino a 110 km/h, atterrando e decollando dai vertiporti, piccoli spazi urbani dedicati alle operazioni di partenza e arrivo. Il viaggio sarà ovviamente più veloce rispetto a quello a bordo di un taxi, di un bus o di un’auto privata: dall’aeroporto di Roma Fiumicino al centro della Capitale ci si impiegherà 15 minuti invece di una media di 45 minuti.

Volocity/Volocopter (Photo: TOM ZIORA)
Volocity/Volocopter (Photo: TOM ZIORA)

Il container, largo 2,7 metri, che trasporterà il primo VoloCity a Roma partirà da Monaco il 26 ottobre. Il giorno dopo sarà mostrato per la prima volta all’aeroporto di Fiumicino, mentre dal 2 al 5 novembre sarà a piazza San Silvestro, a pochi metri da palazzo Chigi. Il primo volo, si diceva, è atteso nel 2024 in linea con la realizzazione del vertiporto di Fiumicino. Il 2024 non è un anno qualsiasi: a Parigi ci sono le Olimpiadi e l’evento spinge la Francia ad arrivare per prima. Ma l’Italia è già a buon punto. A livello economico-finanziario la partita la guida Atlantia, che ha già investito 15 milioni nella quarta raccolta fondi promossa da Volocopter: dentro ci sono anche BlackRock, Hitachi, Geely, Intel, Continental e Japan Airlines. Il livello operativo è invece affidato ad Aeroporti di Roma, partecipata di Atlantia, che sta portando avanti il progetto del vertiporto in collaborazione con Enac e Enav.

I viaggi a bordo degli aero-taxi andranno regolamentati. A livello europeo ci sta pensando l’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea e Adr sta partecipando attivamente a questo lavoro. “Entro i primi mesi del prossimo anno - spiega Ivan Bassato, chief aviation officer di Adr - arriveranno le prime linee guida sulla realizzazione dei vertiporti. La fase di consultazione con gli Stati membri porterà a una norma transitoria nazionale e poi a un regolamento europeo. Ci auguriamo che il percorso di armonizzazione delle norme possa chiudersi nel 2023”. Ma come spiega lo stesso Bassato non bisognerà aspettare il regolamento per avviare i test di volo e magari anche per le prime attività commerciali degli aero-taxi dato che Enac potrà emettere le relative autorizzazioni.

Certo è che bisogna coordinarsi con gli altri Paesi, ma anche con gli altri sistemi di volo, come i droni che non trasportano persone o al massimo oggetti. “Serve molto lavoro nell’organizzazione dello spazio aereo - dice ancora il manager di Adr - ma anche nel pensare a come gli altri velivoli che usano lo stesso spazio dovranno separarsi dagli aero-taxi, anche perché quest’ultimi voleranno molto più bassi degli aeroplani”.

Poi c’è il mercato. Secondo il ranking dell’Easa, Roma è la terza metropoli europea per capacità di sviluppo di questa nuova forma di mobilità.

Mobilità aerea urbana (Photo: Easa)
Mobilità aerea urbana (Photo: Easa)

Il mercato continentale della mobilità aerea urbana arriverà nel 2030 a 4,2 miliardi di dollari e permetterà la creazione di 90mila posti di lavoro. Il risparmio medio di tempo (15-40 minuti su un trasferimento città-aeroporto), anche per il trasporto di materiale sanitario tra due ospedali (-73%) è il vantaggio sostanziale, insieme alla componente ambientale dato che i droni che trasporteranno persone azzereranno le emissioni. Sarà un mercato che dovrà ovviamente strutturarsi. Lo spiega Elisabetta De Bernardi, direttore degli investimenti europei di Atlantia: “C’è un allineamento completo delle società private affinché si possa partire il prima possibile e arrivare all’effettiva commercializzazione del servizio tra tre anni: non ci aspettiamo che diventi improvvisamente la modalità di viaggio principale, ci sarà una crescita un po’ lenta all’inizio, ma il mercato diventerà importante nel 2030-2040”.

Il servizio di aero-taxi non sarà di nicchia, anche nei costi. Secondo una ricerca dell’Easa, l′83% dei partecipanti ha un atteggiamento positivo nei confronti della mobilità aerea urbana. Intanto si parte con il vedere da vicino il drone che ci farà viaggiare come su un taxi.

Volocity/Volocopter (Photo: TOM ZIORA)
Volocity/Volocopter (Photo: TOM ZIORA)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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