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Banda larga: in primavera Internet superveloce in 30 città italiane

La Rete sarà uno dei mezzi per far ripartire l’Italia. Negli ultimi anni la speranza è stata sempre declinata al futuro, con un digital divide sempre più ampio a separarci dalle più evolute nazioni comunitarie ed extra-europee. Lo sviluppo del web come chiave di volta dello sviluppo del Paese è stato uno dei cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle, ecco perché il via libera alla banda larga, da parte dell’Agcom, proprio nella settimana del travolgente successo dei grillini, rappresenta una coincidenza quantomeno singolare. La campagna elettorale è stata il canto del cigno della televisione?

Certo è che l’approvazione della delibera che stabilisce il prezzo che i concorrenti dovranno pagare a Telecom Italia per l’uso della fibra ottica e l’estensione di Internet superveloce a 30 città italiane è una notizia da accogliere con entusiasmo, perché potrebbe essere la scintilla della tanto attesa digitalizzazione del nostro Paese. Case e uffici passeranno dai 6 Megabit/secondo di una normale ADSL (o ai 30 MBs dei contratti più performanti) fino ai 100 Megabit/secondo della banda larghissima.

La delibera di ieri, 28 febbraio, innesca due meccanismi: 1) gli altri operatori sanno quanto dovranno pagare a Telecom per usare le sue linee e possono, quindi, iniziare a pianificare le proprie offerte commerciali; 2) Telecom Italia estenderà la fibra ottica a 30 Megabit in download e a 3 Megabit (attualmente presente solo Roma, Milano, Napoli e Torino) in upload a 30 città italiane.  

Agcom ha imposto a Telecom Italia l’applicazione di uno sconto del 31% ai concorrenti per la concessione dell’accesso all’unbunding virtuale (Vula) agli “armadi” di strada con la fibra (tecnologia Fttc): ora a 21,51 euro al mese. L’Fttc supporta i servizi Vdsl2 ed è la rete Telecom più diffusa a 30/3 Megabit: il tratto terminale arriva all’armadio di strada dal quale partono i fili in rame che arrivano nelle case dei clienti. Fra un paio di mesi, Telecom potrà lanciare l’offerta da 30 Megabit nelle seguenti città: Milano, Catania, Roma, Bari, Torino, Venezia, Bologna, Genova, Napoli, Firenze, Padova, Palermo, Verona, Ancona, Bergamo, Brescia, Como, Brindisi, Perugia, Reggio Emila, Treviso, Udine, Monza, Forlì, Varese, Taranto, Pisa, Prato, Catanzaro, Vicenza, Pescara. Sarà, naturalmente, una copertura soltanto parziale ma il piano di crescita prevede l’allargamento a 99 città entro il 2014 e a 250 nel 2018.

Attualmente il prezzo di Telecom per una connessione a 30 Megabit è di 50 euro, 59 euro con le chiamate incluse. Difficile ipotizzare quanto converrà affidarsi ad altri operatori, ma normalmente gli sconti sono di circa 5 euro. Entro giugno 2013 Agcom potrebbe decidere un ulteriore calo dei prezzi e una serie di riduzioni con finalizzati ad assecondare l’evoluzione tecnologica.  Fra qualche mese le offerte da 30 Megabit di Telecom potrebbero passare  a 50-70 Megabit, poiché la tecnologia Vdsl2 glielo consentirà.  

Anche i prezzi per l’accesso alla rete Ftth che fa arrivare la fibra ottica fino alle case a una velocità di 100MBs (attualmente presente soltanto a Milano) sono stati ridotti. Attualmente l’alternativa alla banda larga Telecom è di Fastweb che copre con la propria rete Milano, Roma, Genova, Torino, Bologna, Napoli e Bari e costa 34 euro per 100 Megabit senza chiamate e 35-45 euro con chiamate incluse.

Wind e Vodafone saranno i primi ad approfittare della possibilità di offrire ai propri clienti la banda a 100 Megabit e la promozione delle nuove offerte non dovrebbe tardare. Entro il 2015 la rete dei due operatori dovrebbe allargarsi da Milano ad altre trenta città: Genova, Torino, Monza, Como, Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Udine, Trieste, Venezia, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ancona, Pescara, Foggia, Bari, Taranto, Reggio Calabria, Prato, Livorno, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Messina, Catania, Palermo.