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Biglietti aerei low cost, attenzione alle commissioni per l'uso della carta di credito. Come richiedere il rimborso

Sara Frangini
Biglietti aerei low cost, attenzione alle commissioni per l'uso della carta di credito. Come richiedere il rimborso


Per chi compra un volo on line a prezzi stracciati, da pagare rigorosamente con carta di credito, l’incognita delle commissioni è sempre in agguato. La sorpresa arriva solo dopo, sull’estratto conto: una gabella, in alcuni casi piuttosto salata, che non viene comunicata in modo chiaro all’acquirente, se non dopo il pagamento.

La segnalazione è arrivata da un’utente di Yahoo!, Silvia, che ha pagato a sua insaputa 65 euro di “tassa” su un volo per Nuova Dehli. “Lo avevo scelto per la convenienza: volevo spendere meno di 500 euro e avevo trovato il biglietto perfetto. Non è la prima volta che compro un biglietto aereo on line e ho seguito la solita procedura”, racconta. Stavolta però le cose sono andate diversamente. “Quando ho visto quanto mi era stato prelevato sono rimasta sorpresa: il costo era superiore ai 500 euro. Scorrendo le voci di spesa ho trovato 65 euro di commissioni. E la maggiorazione non era indicata sul sito”. Facendo qualche verifica si scopre che non è la prima volta che la trasparenza prende il volo. Provando a simulare alcuni acquisti, infatti, prima della pagina con le indicazioni di pagamento, a un passo dalla conferma (che avverrebbe premendo il tasto “paga ora”) non c’è traccia dell’indicazione della spesa aggiuntiva.

Nel tranello è cascato anche un altro acquirente di biglietti low cost. Dopo aver “perso un sacco di tempo per confrontare i prezzi di due biglietti per la Germania – racconta - Quando pensavo di aver trovato quello che cercavo, eccoti 16 euro di commissione a tratta, ossia 64 euro, che hanno portato il costo finale allo stesso livello di Lufthansa”.

Il pagamento, nel caso segnalato a Yahoo, è avvenuto con una carta Mastercard. Ma la “tassa” sembra colpire anche i clienti Visa, American Express e di altri circuiti. Tant’è che l’associazione Altroconsumo ha segnalato l’accaduto dopo la lamentela di un altro acquirente che ha scoperto di aver pagato più del dovuto. O meglio, più di quanto era stato reso noto. Per verificare se la lettera del socio aveva fondamento anche l’associazione ha eseguito tutte le procedure scegliendo un volo a/r Milano-Alghero al costo di 263,01 euro.

“Questo il prezzo pubblicizzato”

fa sapere Altroconsumo, che provando a comprare il servizio, al momento della scelta della modalità di pagamento, ha scoperto che “la commissione aggiuntiva viene applicata per ogni biglietto acquistato anche se la transazione con carta di credito è unica”. “In questo caso – aggiunge - acquistando 4 biglietti con una carta Visa la commissione di 5,02 euro  è stata applicata per 4 volte nonostante il pagamento con carta sia stato uno solo”. E’ per questo motivo che è scattata la richiesta all’Antitrust della “sospensione del comportamento scorretto e la sanzione per i siti segnalati”. Parola dell’Associazione, che ha chiesto l’intervento anche della Banca d’Italia “per sanzionare la mancata applicazione delle norme sui servizi di pagamento”.

A finire nel mirino di Altroconsumo sono i siti di viaggi come eDreams, Volagratis, Opodo e Lastminute. In particolare su Volagratis, secondo l’associazione, ci sono da pagare commissioni che sfiorano i 30 euro, mentre su Lastminute la commissione ammonta al 5% del prezzo del biglietto (comprensivo di tasse e spese di agenzia). Singolare poi l’offerta di Travelgenio, dove informano che è possibile evitare le commissioni se viene usata la carta Maestro. Sembrerebbe una buona notizia, ma c’è un ostacolo non da poco: “On line non è possibile pagare con Maestro”.

Così, chi sceglie di comprare un volo sul web per risparmiare, rischia di veder decollare il costo per via delle commissioni. Per alcuni casi analoghi, dopo la multa arrivata due anni fa ad Expedia, eDreams e Opodo, la scure dell'Antitrust ha colpito Ryanair, colpevole di “non mostrare con chiarezza il prezzo finale dei biglietti aerei acquistati sul sito”. Stessa sorte, con una sanzione di 120mila euro, che è toccata a EasyJet.

Come fare per ottenere il rimborso dell’addebito? E’ possibile contestare la somma direttamente alla banca come “addebito fraudolento” con la richiesta, meglio se per raccomandata, anticipata da una telefonata. Altroconsumo sul suo sito mette a disposizione un modello di lettera di richiesta da indirizzare all’istituto di credito che si rivarrà sul venditore. Sarà lui, infatti, ad accollarsi la perdita: i soldi del pagamento gli verranno riaddebitati dalla società che ha emesso la carta.

Che rimborsi o meno la voce contestata, la banca è comunque obbligata a rispondere entro 30 giorni. Se non viene accolta la richiesta è possibile presentare un ulteriore ricorso all'Arbitro Bancario e Finanziario o al giudice ordinario. Attenzione però: la richiesta al proprio istituto di credito deve essere fatta entro 60 giorni dal ricevimento dell’estratto conto che contiene il presunto addebito fraudolento. In ogni caso, visto che si tratta di una strada difficile da percorrere, il consiglio è di controllare per bene le commissioni prima di eseguire le transazioni.

Altra gabella, sebbene meno nascosta, è quella che è costretto a pagare chi deve contattare i siti passando attraverso i call center. In caso di necessità la telefonata, dopo lo scatto alla risposta, ovviamente a pagamento, raggiunge costi notevoli. Si parla di 1,5 euro al minuto nel caso di Volagratis e di 1,82 euro per eDreams.

A incidere nella determinazione dei prezzi, ci sono le commissioni che pagano a loro volta i creditori. Mentre infatti a carico del debitore c’è un canone annuo per il possesso della carta, il creditore paga alla propria banca una commissione ad valorem sull’importo della transazione. Commissione che, generalmente, oscilla tra il 2 e il 3%. Spesso quindi viene scelto di far pagare la commissione all’acquirente, con una maggiorazione sul costo.

Pratica frequente, soprattutto tra i grandi operatori e, in particolare, presso i vettori aerei. Il motivo lo spiega uno studio di Gherardo Coppola, dirigente della Banca d’Italia di Venezia, dal titolo “Le surcharge fee sulle carte di pagamento: i biglietti aerei acquistati online”.

I vettori, scrive, “hanno confidato anche sulla circostanza che la posizione di mercato di cui essi godono li ponesse al riparo da eventuali interventi diretti dei network internazionali volti a far dismettere tali comportamenti”. In conclusione, vengono evidenziate “le prassi commerciali dei vettori aerei scorrette nella misura in cui impongono ai propri clienti un diritto amministrativo (surcharge fee) per acquisti di biglietti in rete pagati con carte di pagamento”. Questo perché, “per ragioni di tutela del consumatore non è legittimo discriminare la clientela in base ai modi di pagamento che, dovendo tra l’altro essere effettuati su internet, non consentono la possibilità di pagare in contante”.