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Borsa Milano in calo con Europa su Fed e Cina, giù lusso, auto

·2 minuto per la lettura
Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Dopo due sedute di ritracciamento e un timido tentativo di recupero alla vigilia, Piazza Affari prende con più decisione la strada del ribasso, in scia ai mercati azionari globali sotto pressione dopo la pubblicazione delle minute della Fed ieri sera.

A spaventare gli investitori è la possibilità, emersa dai verbali dell'ultimo meeting Fomc, su un avvio del tapering prima di quanto previsto, anche se ci sono divisioni su altri elementi chiave riguardanti la riduzione degli stimoli.

Restano sempre i timori legati alla variante Delta del Covid-19 che alimentano incertezze sulla ripresa dell'economia, e uno sguardo alla crisi afghana anche se al momento quest'ultima non sembra avere un impatto diretto sui mercati.

"Oggi il tema principale è quello della Fed che ha innescato le vendite dopo i tentennamenti dei giorni scorsi, ma ci sono anche altri elementi che pesano sui mercati, come le dichiarazioni del governo cinese sulla redistribuzione della ricchezza e le notizie sui tagli della produzione nel settore auto", dice un trader.

Intorno alle 11,10 l'indice Ftse Mib perde il 2,3% scendendo sotto la soglia dei 26.000 punti.

Tra i titoli in evidenza:

Lusso sotto pressione in tutta Europa dopo che i media statali cinesi hanno riferito che il presidente Xi Jinping, presiedendo il decimo meeting della Commissione centrale per gli affari finanziari ed economici, ha sottolineato l'importanza per la Cina di promuovere una "prosperità comune" e di rafforzare la regolamentazione dei redditi elevati.

Le dichiarazioni, secondo analisti e trader, hanno alimentato timori su un aumento delle imposte per le fasce di reddito più elevate o una crescita dei dazi per i prodotti di lusso europei, innescando forti vendite sul settore.

Moncler perde il 4,4% registrando il peggior andamento giornaliero dall'ottobre del 2020; FERRAGAMO scivola di oltre il 5%; CUCINELLI del 4% circa e TOD'S del 3,6%.

Colpito dalla vendite anche il settore automotive sulle prospettive di tagli alla produzione a causa della carenza dei semiconduttori, come hanno confermato stamani Toyota Motor e Volkswagen.

Sul listino milanese Stellantis e Ferrari perdono oltre il 3%, e Exor quasi il 4%.

Trascurato il settore bancario, mentre registrano cali marginali le utilities come Terna (-0,6%) e Italgas (-0,4%), insieme ad alcuni titoli considerati "quality value" e che stanno reagendo bene al recente trend di mercato, spesso in controtendenza, come AMPLIFON (-0,3%) e INTERPUMP (-1%)

Tra i minori corre anche oggi Reti, sospesa al rialzo dopo un balzo 12,6%. Sul titolo Borsa Italiana ha disposto il divieto di immissione di ordini senza limite di prezzo da oggi fino a successiva comunicazione.

(Andrea Mandalà, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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